Mutui a tasso variabile: possono essere rinegoziati

Ed a darci una fotografia istantanea di questo assunto sono i dati provenienti dal mercato finanziario: il mutuo a tasso fisso ha recuperato quasi tutta la strada persa in questi anni, quando si pensava non fosse più conveniente.

03/ago/2011 17.18.58 Sara Borsari Contatta l'autore

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Mutui a tasso variabile? Non sostenibili come una volta. Ed a darci una fotografia istantanea di questo assunto sono i dati provenienti dal mercato finanziario: il mutuo a tasso fisso ha recuperato quasi tutta la strada persa in questi anni, quando si pensava non fosse più conveniente. Dal tracollo dei mutui subprime statunitensi del 2007 fino a qualche mese fa il variabile, in campo finanziario, era l’auspicabile. Ora sia i consumatori che le banche iniziano a pensarla in maniera diversa.

Forse in particolare quest’ultime. Perché una disposizione della Legge dello sviluppo obbliga infatti gli istituti bancari a concedere alle famiglie mutuarie la rinegoziazione del proprio mutuo se il loro Isee non supera i 35mila euro annui. Ovviamente anche i finanziamenti debbono sottostare ad alcune regole: l’importo non deve superare i 200mila euro con tassi variabili per tutta la durata. Sono da escludere quindi mutui a rata costante o a tasso misto.

Importante: la legge non fa differenza tra prima e seconda casa o mutui per la ristrutturazione. E’ la norma stessa a fissare il tasso da applicare al mutuo rinegoziato. Il consumatore per legge può allungare il piano di rimborso del mutuo per un periodo massimo di cinque anni, l’importante è che lo stesso non superi, nel totale, i 25 anni. In un periodo di crisi come quello che l’economia italiana, e di conseguenza i consumatori, sta vivendo, si tratta di un’ottima soluzione. Uno strumento adeguato alle esigenze.

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