General Motors, la parola d’ordine è diversificare

General Motors, la parola d'ordine è diversificare.

Persone Nick Reilly
Luoghi America del Sud, Detroit
Organizzazioni Volkswagen, Toyota, General Motors
Argomenti economia, commercio, impresa

31/ago/2011 23.36.34 Sara Borsari Contatta l'autore

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La necessità di distinguersi, di caratterizzarsi in modo univoco e diretto agli occhi di un possibile acquirente è un punto di forza fondamentale per qualsiasi prodotto.

Se pensiamo al mercato delle auto ci sono linee costruttive (e non solo) che caratterizzano in maniera inequivocabile ogni produttore; per quanto si cerchi di diversificare la produzione ed essere competitivi in diversi settori, ogni casa ha un brand particolare e un segmento di mercato ben preciso.

Conscio dell’importanza di questa caratterizzazione, Nick Reilly, amministratore delegato di opel, ha espresso la sua preoccupazione per la crescita del marchio chevrolet che, come la casa tedesca, appartiene alla galassia General Motors.

L’appartenenza a un’azienda comune ha inevitabilmente prodotto un avvicinamento tra i due marchi grazie al quale opel ha potuto sfruttare la fama della croce dorata nei mercati internazionali; se in America Latina e in alcuni mercati orientali siete interessati a delle opel zafira usate dovete andare alla ricerca di chevrolet usate, perché in queste parti del mondo la monovolume di fascia media è venduta in col nome di chevrolet zafira.

D’altronde è proprio grazie a chevrolet se nel giro di appena due anni GM è passata dalla bancarotta al primo posto nella classifica mondiale dei costruttori di auto e veicoli commerciali (davanti a Volkswagen e Toyota).

Questo però, secondo Reilly, ha portato a una sovrapposizione dei due marchi e ad una spiacevole concorrenza interna; la soluzione dovrebbe quindi prevedere uno spostamento verso l’alto del brand tedesco, che andrebbe così a competere direttamente con volkswagen.

Saranno convinti di questa idea anche a Detroit? La caccia verso nuove frontiere del mercato è aperta!

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