Cataratta, alla clinica oculistica Also si cura con la Facoemulsificazione o l'estrazione extracapsulare

11/gen/2012 10.07.21 Webtech Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

La Clinica Oculistica del Poliambulatorio ALSO è pronta ad offrire nel campo dell'Oftalmologia quanto di meglio si possa richiedere in campo tecnologico e in campo professionale a livello nazionale ed internazionale.

Also  utilizza le migliori tecniche per la cura della cataratta (sostituzione del cristallino): l'estrazione extracapsulare e la facoemulsificazione.

  • La prima è la tecnica chirurgica tradizionale. Prevede una anestesia locale di tre-quattro iniezioni, inoltre prevede un taglio di nove-dieci millimetri, l'estrazione del cristallino intero, alcuni punti di sutura. L'intervento dura circa trenta-quaranta minuti e generalmente si accompagna a una degenza di uno o due giorni.
  • La facoemulsificazione invece è una tecnica ambulatoriale, non prevede quindi ricovero. Può essere eseguita con una anestesia da contatto (alcune gocce nell'occhio), prevede un taglio di circa tre-cinque millimetri, attraverso il quale viene introdotto un ago che frantuma e aspira il cristallino danneggiato. Non è necessario mettere punti di sutura. Un intervento può durare dal dieci al quindici minuti, dopo diché il paziente può tornare a casa.

FAQ SULL'INTERVENTO DI CATARATTA E LENSECTOMIA CON IMPIANTO DI LENTE ACCOMODATIVA

Quali sono i vantaggi dell’intervento di cataratta/lensectomia con impianto di lente accomodativa?
Il risultato più importante e rilevante per il paziente è quello di poter tornare a vedere nitido e di focalizzare sia da lontano che da vicino, potendo percepire la giusta luminosità dei colori. Molto vantaggiosa la possibilità per alcuni pazienti miopi od ipermetropi prima dell’intervento, di poter ridurre o eliminare il loro difetto rifrattivo e la concomitante presbiopia con l’asportazione della cataratta e il posizionamento di una lente artificiale al posto del cristallino.

Quanto dura l’effetto di questa lente?
Lo studio di questa lente e le fasi che ne hanno anticipato la libera commercializzazione hanno dimostrato ottimi risultati in termini di visione per lontano e per vicino nella maggioranza dei pazienti a cui è stata impiantata. Purtroppo esiste una minoranza di pazienti che invece non ha avuto benefici per la lettura da vicino. Non è invece dimostrato che il risultato previsto possa durare per tutto l’arco della vita. In alcuni casi il paziente operato potrà quindi essere costretto all’uso di lenti correttive per la visione da vicino e/o lontano, oppure essere trattato con laser ad eccimeri per ridurre od eliminare il difetto rifrattivo per lontano.

Ma questa lente è sicura?
La lente accomodativa è composta dallo stesso materiale inerte e biocompatibile delle altre lenti intraoculari, quindi è paragonabile da un punto di vista tollerabilità alle comuni lenti utilizzate per sostituire il cristallino naturale. L’unica differenza rispetto alle altre lenti intraoculari è l’ampiezza della parte ottica della lente, che è inferiore proprio per permettere alla stessa la possibilità di muoversi e quindi di focalizzare per vicino. Questa caratteristica potrebbe causare qualche alone ed abbagliamento in presenza di luci nelle ore serali e notturne.

Rischi e complicazioni
Essendo un intervento intraoculare vi è la teorica possibilità di complicanze in grado di compromettere permanentemente la vista, anche se tale evenienza è estremamente rara; queste complicanze possono essere distinte in intraoperatorie e postoperatorie. Le prime sono essenzialmente legate alla procedura chirurgica e consistono nella rottura del sacco che contiene il cristallino, con possibili sequele che possono richiedere un ulteriore intervento chirurgico per essere risolte o impediscono al chirurgo di posizionare il cristallino artificiale all’interno dell’occhio. Talvolta il cristallino artificiale può essere posizionato in una regione anatomica non corrispondente al sacco capsulare; in tal caso la lente posizionata non sarà una lente accomodativa. Altra rara complicanza è lo sviluppo di una emorragia intraoculare. Tra le rare complicanze postoperatorie vi sono la possibilità di insorgenza di un' infezione o di un' infiammazione all’interno dell’occhio, la riduzione della trasparenza corneale, lo sviluppo di un edema a livello della porzione centrale della retina nel primo periodo dopo l’intervento che diminuisce le prestazioni visive, le alterazioni retiniche, il glaucoma secondario.
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl