Quando una traduzione assume valore legale

01/mar/2012 16.45.14 Sara Borsari Contatta l'autore

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Sulla scena economica di diversi Paesi  tra i quali anche l’Italia si è assistito negli ultimi anni ad un aumento degli operatori che si propongono di offrire servizi volti a facilitare la comunicazione, come ad esempio il servizio di traduzione, all’interno di un mondo sempre più globalizzato. Gli stranieri in ogni Paese sono ormai una normalità quotidiana, così come i rapporti di molte aziende con clienti, fornitori e partner dall’estero. In un contesto complessivo di questo genere appare dunque fisiologico l’incremento di soggetti come le agenzie di traduzione e gli studi di traduttori e interpreti professionisti in cui la traduzione documenti assume i connotati di autorevolezza e riconoscimento normativo degli organi predisposti, con tutti i crismi dunque per avere la certezza di portare contare su una traduzione professionale.

Ci sono poi diversi casi in cui non basta solo tradurre correttamente e affidarsi a un traduttore abilitato che certifichi la sua competenza per una o più lingue. Ad esempio nelle situazione in cui si ha a che fare con la traduzione di documenti che hanno valore legale e che devono essere trasmessi alle autorità governative, giuridiche o amministrative di un altro Paese. Per queste occasioni diventa necessaria la traduzione giurata o traduzione asseverata. Si tratta appunto di quella traduzione che necessita di una particolare procedura per essere resa valida, ovvero accompagnata da valore legale, attraverso delle specifiche autorizzazioni da parte degli organi competenti. In questo modo qualsiasi atto notarile, amministrativo o giuridico, oltre a documenti di vario tipo come ad esempio la carta d’identità, potranno essere tradotti senza perdere il loro valore legale.

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