INTERNET STRUMENTO TROVA LAVORO SECONDO RANDSTAD

22/apr/2012 19.53.08 Luther Blissett Contatta l'autore

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Nonostante le ultime dichiarazioni di Monti, la sicurezza del posto fisso (voluta dal 54% degli intervistati) resta il fattore più incisivo per la determinazione dell'azienda per la quale s'intende lavorare. Gli italiani preferiscono il lavoro fisso: questo è uno degli aspetti che risalta durante la seconda edizione del Randstad Award, il primo premio di Employer Branding italiano dedicato alle aziende più famose per il lavoro interinale organizzato da Randstad, secondo player al mondo nel mercato del lavoro. L'indagine era volta a scoprire i criteri con i quali gli italiani si orientano per la valutazione di un'azienda per la quale dovranno lavorare, offrendo poi una serie di valori diviso per età, sesso, religione e scolarità. L'indagine è stata fatta dall'istituto belga ICMA, in 14 Paesi nei mesi di Novembre e Dicembre 2011 con interviste svolte online ad un campione nazionale di 8.000 potenziali futuri dipendenti, comprendendo anche studenti e persone disoccupate e non di età compresa tra i 18 ed i 65 anni.

''A partire dagli anni '60 - commenta Marco Ceresa, Amministratore Delegato di Randstad Italia - il trend demografico rileva una diminuzione delle nascite. Ciò significa che, tra pochi anni, le generazioni nate in quel periodo che potrebbero ritirarsi dal mondo del lavoro o ridurre il loro contributo, dovranno essere ancora attive. Continuare a formare e selezionare questo target di persone diventa, quindi, una necessità per gli esperti nel settore delle Risorse Umane. Nel contempo, anche le aziende dovrebbero lavorare sull’attrattività che esercitano nei confronti dei loro potenziali dipendenti. Un’immagine forte e competitiva attrae i candidati giusti e fidelizza il personale esistente. Il Randstad Award - conclude Ceresa - ha come obiettivo rendere le imprese consapevoli di come vengono percepite dai lavoratori''. Inoltre dai risultati emerge che il buon equilibrio tra la vita professionale e quella privata supera l’aspetto legato a stipendio e benefit. Passando ai settori merceologici dove gli intervistati vorrebbero maggiormente lavorare, i più ambiti risultano essere quello dell’elettronica (57%), il mondo del fashion luxury (53%) e il settore bancario (50%). Il mondo dell’elettronica è stato scelto per fattori legati alla formazione lavoro, alla Corporate Social Responsability e alle prospettive di carriera mentre quello dei beni di lusso attrae per il contenuto del lavoro, l’atmosfera dell’ambiente di lavoro e per la solidità delle aziende che appartengono a questo comparto. Il settore bancario, infine, raggiunge i migliori risultati per il buon equilibrio tra vita professionale e privata, per lo stipendio e per i benefit e per la sicurezza del posto di lavoro.

Al primo posto tra gli strumenti per chi cerca lavoro, si posizionano i siti internet (63%). Al secondo posto troviamo le relazioni personali e i contatti (54%). Gli annunci pubblicati sui giornali sono al terzo posto (39%). L'analisi della variabile relativa all'età del campione intervistato rileva che aspetti come le buone condizioni economiche dell'azienda e forte rispetto dei valori interessino di più una forza lavoro matura, mentre i giovani preferiscono l'opportunità di carriera internazionale. Parlando dell'aspetto familiare degli intervistati si è rilevato che i single senza figli a carico (molto preoccupati della stabilità economica) sono meno preoccupati della sicurezza del posto di lavoro al contrario degli intervistati sposati o conviventi con figli a carico. Gli intervistati che contribuiscono in maniera maggiore nelle entrate della famiglia si preoccupano di avere uno stipendio competitivo e una società economicamente solida, mentre quelli con i minori redditi considerano importante la sicurezza del posto di lavoro e buon equilibrio tra vita privata-professionale. I sistemi aziendali sono visitabili da diversi punti di vista e letture varie, secondo il Prof. Roberto Vaccani, docente di Organizzazione Aziendale e Comportamento Organizzativo presso l’Università Bocconi e la SDA di Milano. Circa per otto ore al giorno, cinque giorni a settimana abbiamo relazioni con la ''personalità'' dell'organizzazione di appartenenza. Mediamente metà della nostra vita attiva fa parte del contesto lavorativo. La comunicazione delle aziende non è prevalentemente verbale, ma comunicano con la loro architettura, con i prodotti, il loro marchio ed i valori. Così, con questi ed altri fattori, vengono reputate più o meno accoglienti le aziende.

Luther Blissett

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