Disinfestazione Calabroni - Rentokil

Nel nostro paese sono presenti una ventina di specie di vespe, tra le quali le più frequenti sono Polistes gallicus (Vespa comune), Vespula germanica (Vespa di terra) e Vespa cabro, meglio conosciuto come Calabrone.

21/mag/2012 16.28.29 Sofista Contatta l'autore

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Nel nostro paese sono presenti una ventina di specie di vespe, tra le quali le più frequenti sono Polistes gallicus (Vespa comune), Vespula germanica (Vespa di terra) e Vespa cabro, meglio conosciuto come  Calabrone.

 

 

I calabroni costruiscono i nidi, composti da diversi favi orizzontali, con oltre 2000 celle, nelle varie cavità, quali cassonetti per persiane avvolgibili, cassette per le lettere, ecc. 

I calabroni, generalmente, attaccano solo se disturbati. La forte quantità di veleno che possono inoculare li rende però particolarmente temibili.

 

A seconda delle necessità, siamo in grado di offrire: 

 

1) Trattamenti del nido calabroni,  per debellare in maniera risolutiva le infestazioni è necessario colpire i nidi. Una volta effettuata un’ispezione preventiva nell’area per ricercare eventuali punti di nidificazione delle vespe, gli Operatori Rentokil iniziano a trattare la zona con prodotti altamente efficaci direttamente sul nido o negli anfratti da dove si osserva l’uscita di vespe operaie. Possibili zone di nidificazione sono sottotetti, travi in legno dei soffitti, stipiti e angoli di porte e finestre, muri, staccionate, pali cavi, ringhiere cave, camini, cavità del terreno, ecc.

 

2) Interventi di disinfestazione all’esterno degli edifici,  per abbassare il livello di popolazione di Vespe e Calabroni nelle aree a rischio circostanti gli edifici, quali depuratori, area raccolta rifiuti, aree verdi ecc.

 

3) Interventi di disinfestazione calabroni all’interno degli edifici, per eliminare nidi presenti all’interno degli edifici. Tali interventi vengono eseguiti contro vespe che hanno nidificato nelle aree interne (ad esempio all’interno dei cassonetti delle tapparelle) oppure che hanno nidificato in aree esterne, ma che successivamente si sono introdotte all’interno degli edifici, attirate ad esempio da fonti alimentari.

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