Mastoplastica additiva vietata alle minorenni

Mastoplastica additiva vietata alle minorenni.

Persone Carlo Alberto Pallaoro
Argomenti chirurgia, medicina

01/giu/2012 10.17.44 mlbadv Contatta l'autore

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In questi giorni è stata emanata la legge che proibisce ai chirurghi plastici di operare donne minorenni per un intervento di mastoplastica additiva. Dopo anni di discussioni, questa decisione è stata presa in maniera tale da ostacolare il diffuso avvicinamento superficiale da parte di giovani donne alla chirurgia estetica del seno. Ultimamente infatti, il regalo più ambito da parte dei genitori per le giovani figlie era quello del seno rifatto.

L’opinione del dott. Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica,  è quella che la legge sia dovuta correre ai ripari, ma poteva farlo in maniera più articolata. “ Per sottoporsi all’intervento di mastoplastica additiva, è necessaria una buona maturità psicologica in grado di prendere decisioni serie e durature. Molto spesso l’età anagrafica non corrisponde alla maturità di una persona. Una ragazza di 18 anni, anche se maggiorenne, spesso, non è in grado di esprimere una decisione sufficientemente matura”.

Secondo Pallaoro, il chirurgo plastico, si deve necessariamente tener conto del fattore psicologico e non solo dell’età anagrafica. La soddisfazione relativamente al risultato ottenuto dalla chirurgia estetica è data – oltre che dalla corretta esecuzione dell’intervento chirurgico – dalla realistica aspettativa della paziente anche in considerazione della specifica fisicità.

I media rappresentano sempre più frequentemente figure femminili dalle curve prorompenti che influenzano drasticamente il concetto di bellezza comune tra gli adolescenti e le giovani generazioni. La mancanza di maturità psicologica può comportare il rischio di emulazione per cui ci si sottopone alla chirurgia plastica cercando di assomigliare alla celebrità di turno, non perché è un personale desiderio, ma per cercare di avvicinarsi alla figura ritenuta “socialmente” desiderabile.

Il chirurgo estetico in quanto medico deve sapere cos’è meglio per il paziente e quindi deve determinare non solo la fattibilità tecnica dell’intervento,  ma anche l’opportunità e la ragionevolezza della scelta. Non ai sensi della legge, ma ai sensi del giuramento di Ippocrate.

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