Nasce la Società Italiana della Filosofia in Pratica

Nasce la Società Italiana della Filosofia in Pratica.

08/giu/2012 19.43.55 Annamaria Pompili Contatta l'autore

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La Società Italiana per la Filosofia in Pratica è stata fondata da un gruppo di filosofi che hanno scelto la ricerca e la pratica filosofica come stile di vita. 

Scopo dell’associazione è riunire i filosofi pratici per promuovere e favorire la diffusione della filosofia in pratica e la ricerca nel campo delle pratiche filosofiche, dando vita a spazi di elaborazione e confronto in una dimensione collettiva aperta e condivisa.

Uno degli obiettivi principali dell’associazione è contribuire al riconoscimento pubblico della funzione e del valore di una figura professionale che non coincide né con quella del professore di filosofia né con quella del grande pensatore. Si tratta di mostrare i titoli e gli argomenti per rispondere alla domanda “A che serve oggi la filosofia?” e per dimostrare che essa “serve” molto più di quanto generalmente si creda. 
In questa prospettiva la Società Italiana per la Filosofia in Pratica si candida quale soggetto garante di una professionalità dal profilo ben definito nei suoi tratti caratterizzanti e di una deontologia professionale condivisa, oltre che come luogo di aggregazione e di riconoscimento per tutti gli operatori del settore.
L’associazione riconosce la pluralità delle proposte e delle sperimentazioni nel campo della filosofia in pratica. Differenze di stile, di contesti, di approcci metodologici, di specifici strumenti  rappresentano articolazioni che arricchiscono e rinforzano il quadro generale. 

Praticare la filosofia per i fondatori significa, infatti, scegliere uno stile filosofico del pensiero e dell'agire, sia nella vita individuale sia in quella sociale, uno stile in cui “sapere” e “saper fare” siano integrati con il “saper diventare" e il “saper essere”, uno stile che poggia sulla solida base della cura di sé che ogni filosofo pratico deve perseguire, senza negligenze, in un percorso di continuo apprendimento e confronto.
Il filosofo pratico ha competenze pluri- e inter-disciplinari e deve aver acquisito una preparazione specifica che gli consenta di operare nelle organizzazioni e in contesti sociali diversi. Metodologie e tecniche non costituiscono tuttavia l’elemento peculiare della professione: è piuttosto la qualità e la formazione della persona a fare la differenza e a giocare il ruolo fondamentale.

Questo spostamento dell’attenzione dalla competenza professionale alle qualità personali significa privilegiare, nella loro estrema complessità, la dimensione etica e relazionale. Di qui la necessità di promuovere nei soci l’autoformazione, la formazione reciproca, e la supervisione reciproca costante.

Per maggiori informazioni http://www.societaitalianafilosofiapratica.it

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