Il Piano Nazionale per la Famiglia promuove il Voucher. Anche in azienda.

28/giu/2012 17.49.32 Welfare Company - Ufficio Stampa Contatta l'autore

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Il Piano Nazionale per la Famiglia (“il Piano”), approvato il 7 giugno 2012, intende proporre “una politica familiare all’avanguardia nel panorama europeo” per la cui realizzazione si punta ad una diffusa adozione dei Voucher che, in molteplici situazioni d’intervento, è ritenuto lo strumento idoneo alla migliore finalizzazione del finanziamento dei sottostanti servizi.

Alcune delle novità introdotte s’ispirano a consolidate esperienze maturate in altri Paesi UE (Francia, Inghilterra, Belgio) nei quali i programmi di voucherizzazione sono assai diffusi, ma un ruolo devono averlo avuto anche le case-history rappresentate dalle soluzioni adottate da tempo da un buon numero di Amministrazioni in diverse aree del nostro Paese.

Il “Piano” intende potenziare l’autonomia delle Famiglie in una logica di empowerment dei suoi componenti perseguendo “politiche di capacitazione anziché di mero assistenzialismo” e il Voucher è certamente uno degli strumenti più idonei per il conseguimento di tale obiettivo, essendo collegato ad interventi che presuppongono un grado di libertà di scelta ed un’assunzione di responsabilità da parte dei Beneficiari che vanno nella direzione di un Welfare abilitante nel quale le risorse economiche sono trasferite dall’offerta (finanziamento ai soggetti erogatori dei servizi) alla domanda (in questo caso le Famiglie).

In tempi di crisi e di spending review si scopre che i Voucher sono strumenti idonei al contenimento della spesa pubblica perché, al contrario della dazione di somme di denaro da parte delle Amministrazioni, sono in grado di assicurare efficienza ed efficacia agli interventi economici assicurando il massimo grado di finalizzazione e di tracciabilità (che li caratterizza per definizione, in quanto emessi e rimborsati solo a fronte di regolari documenti fiscali); i Voucher, inoltre, sono idonei strumenti anche per l’eliminazione di economia sommersa (si pensi, ad esempio, al settore dell’impiego delle Assistenti Familiari private, le cd. “badanti”). Infine, impedendo utilizzazioni improprie dei fondi stanziati, i Voucher incrementano la domanda finale di beni e servizi contribuendo a fare del Welfare, al contrario di ciò che si pensa comunemente, un fattore produttivo.

Essenziale alla riuscita dei programmi di voucherizzazione è il corretto allestimento delle Reti dei Punti di Servizio Affiliati (PSA) presso i quali le Famiglie beneficiarie dei Voucher possono recarsi per acquistare i prodotti o i servizi necessari (negozi, strutture assistenziali, cargiver); queste Reti sono allestite da Operatori Gestionali che curano anche tutte le fasi di emissione-consegna-monitoraggio-rimborso-rendicontazione dei Voucher, sollevando dai relativi costi le Amministrazioni locali chiamate ad attivare il “Piano” su scala territoriale.

L’outsourcing delle fasi di allestimento del servizio e di rendicontazione dell’andamento dei consumi costituisce un’altra area di contenimento della spesa pubblica che può essere facilmente ottimizzata basandosi sulle indicazioni che l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP) ha fornito con la Determinazione 9/2010 che, in maniera lungimirante, ha definito il modello basato sull’impiego di Voucher come “un modello generale di riforma del welfare”: il “Piano” intende ora “diffondere ed incoraggiare, attraverso la condivisione di buone pratiche, modelli di finanziamento dei servizi che utilizzino voucher di servizio”.

Tra le innovazioni contenute nel “Piano” vi è anche l’auspicio di una più larga adozione del Voucher come titolo del quale possano beneficiare i Lavoratori (ed in particolare le donne) per avere accesso a servizi dedicati alle Famiglie al fine di dare impulso all’introduzione di “buone prassi” anche nelle policy di Welfare Aziendale sempre più diffuse in Italia.

Su queste premesse il “Piano” prevede espressamente (“Azione 4.4”) l’introduzione del “Voucher Familiare” inteso come un modello unico di Voucher che consenta di rispondere ad un complesso di esigenze di cura espresse dalla Famiglia. Questa funzione riconosciuta al Voucher consentirà “l’accesso a servizi di cura per l’infanzia e per i membri della Famiglia in stato di non autosufficienza (temporanea o permanente) oltre che per l’acquisto di prestazioni accessorie utili alla Famiglia per fronteggiare esigenze di carattere quotidiano (pasti a domicilio, lavanderia, accompagnamento per trasporto urbano, ecc.)”.

Con queste finalità, estese anche ad altri ambiti, la successiva “Azione 4.5” prevede che il Welfare Aziendale diventi family friendly grazie all’introduzione di servizi per la Famiglia e per l’infanzia cui potranno accedere, tramite Voucher, sia i Lavoratori beneficiari di questi titoli di servizio, sia soggetti terzi che beneficiandone in base a piani pubblici di sostegno potranno nondimeno utilizzare i servizi messi a disposizione dall’Impresa stessa (ad es: i nidi aziendali) con ciò favorendo sostenibilità e positive esternalità in coerenza con le iniziative più costruttive di responsabilità sociale che l’Impresa può assumere nel Territorio in cui essa opera.

Il Piano Nazionale per la Famiglia rappresenta un momento di vera crescita, anche culturale, nel campo del Sociale in questo Paese perché” come rileva Giovanni Scansani, Amministratore Delegato di Welfare Company, l’avere sottolineato “l’opportunità dell’introduzione dei Voucher consente di stimolare riflessioni ulteriori in merito al riconoscimento sociale, oltre che economico, che il lavoro di cura svolto dalla Famiglia merita di ricevere; emerge con chiarezza come le politiche di conciliazione debbano rapidamente svilupparsi nel più ampio quadro degli interventi di Welfare (anche) Aziendale, posto che anche l’Impresa privata deve ormai porsi essa stessa come un’agenzia di Welfare le cui scelte, responsabilmente, si devono armonizzare con le policy assunte nel tessuto locale nel quale l’impresa opera ed i suoi dipendenti vivonoQuesta è certamente una delle nuove sfide che le collettività - nella società civile come nelle organizzazioni d’impresa - si trovano ad affrontare: per affrontarle Welfare Company dispone di un ventaglio di soluzioni tecnologiche che rappresentano un unicum nel panorama operativo del settore nel quale l’efficacia delle formule gestionali e la versatilità degli strumenti, anche web-based, dei quali disponiamo possono condurre realmente al passaggio verso il Welfare 2.0, anche in sintonia con strategie di più ampio respiro come quelle espresse dall’Agenda Digitale”.

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