In ricordo di Stephen Covey, guru americano della leadership personale

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20/lug/2012 09.48.59 Cristina Skarabot Contatta l'autore

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Lo scorso 16 luglio ci ha lasciato uno dei più influenti guru americani della leadership personale. Scrittore, imprenditore e speaker motivazionale, Stephen Covey è legato principalmente al suo libro più famoso, stampato in oltre 25 milioni di copie in tutto il mondo: “The Seven Habists of Highly Effective People”, tradotto in italiano con il titolo “I 7 pilastri del successo”.
In questo libro, Covey spiega come sia più utile lavorare sul proprio atteggiamento, comportamento, e sui processi di relazione interpersonale, piuttosto che sulle capacità “tecniche”, al fine di sviluppare quella leadership personale che è la base per una vita familiare e professionale equilibrata e consapevole. E’ stato un esperto di leadership di livello internazionale, ha tenuto corsi in tutto il mondo, è stato formatore per manager e leader aziendali e autore di video e audio corsi tra i più venduti di tutti i tempi.

Ciascun Coach che si rispetti è stato affascinato dal suo modo semplice e universale di spiegare i punti fondamentali della leadership, intesa non come qualcosa che è innato, ma come qualcosa che si può sviluppare con  metodo, disciplina e tanto, tanto esercizio quotidiano.

Ecco alcuni consigli per l’apprendimento della leadership tratti dalla sua filosofia e dal suo pensiero, utili sia per la formazione di manager e imprenditori sia per il genitore, il marito, la moglie  attenti alle esigenze dei propri familiari:

1) Mettete le cose importanti al primo posto. Questo punto mi ricorda un simpatico esperimento che Stephen Covey fece durante un suo corso con alcuni partecipanti: fece prendere un recipiente di vetro e chiese a un volontario di iniziare a riempirlo con una serie di oggetti che si trovavano sul tavolo. Si trattava da palline di diverse dimensioni, sassi, sassolini, sabbia, acqua… Il partecipante inziò alla rinfusa partendo dagli oggetti piccoli e dopo poco si accorse che non c’era più posto per le palline e i sassi di maggiori dimensioni. Partendo invece dal riempire il contenitore di vetro con gli oggetti grandi ecco che poi acqua,sabbia e sassolini potevano trovare spazio e infilarsi negli spazi rimanenti. Tutti gli oggetti alla fine riuscirono a stare nel contenitore. Ecco l’importanza quindi di mettere sempre i valori importanti nella nostra vita al primo posto.

2) Iniziate con la “fine” in testa: questa regola ci dice che qualunque cosa noi facciamo, dobbiamo iniziare a farla partendo dalla fine, ossia dal risultato finale che vogliamo ottenere. Quante volte partiamo spediti nel fare le cose senza pensare alla vera finalità? Chiedetevi: perché sto facendo questo e che conseguenze avrà la mia azione?

3) Vivi, ama,apprendi, lascia una eredità: L’essenza di questi bisogni è catturato nella frase di Covey ‘vivere, amare, imparare, lasciare una eredità’. Il bisogno di vivere è il nostro bisogno fisico di cose come il cibo, vestiario, alloggio, il benessere economico, la salute. La necessità di amore è il nostro bisogno sociale di relazionarsi con altre persone, di appartenere, di amare e di essere amati. La necessità di imparare è il nostro bisogno mentale di svilupparsi e di crescere. Infine, la necessità di lasciare una eredità è il nostro bisogno spirituale di dare (e avere) un senso, un  significato, uno scopo, una congruenza personale, un contributo da lasciare agli altri

4) Cerca prima di capire e poi di essere capito: questo caposaldo della filosofia di Covey tocca una delle leggi universali della leadership: quella dell’ascolto. Un vero leader (e anche nel coaching) deve avere quella forza interiore di dedicarsi all’ascolto vero e profondo dell’altra persona prima di intervenire e parlare a sua volta. Ricordo durante un corso fatto con altri manager a Londra diversi anni fa con dei trainer di Steve Covey che ci fu dato un piccolo totem indiano in legno alla cui base era incisa la seguente frase: “Seek first to understand, then to be understood“, cerca di capire prima di essere capito. Chi teneva in mano questo piccolo totem poteva parlare e nessuno poteva intervenire fino a quando non fosse arrivato il suo turno di tenere in mano il totem. Riusciamo anche noi nei nostri concitati e talvolta rissosi meeting aziendali a rispettare questa regola? Nei nostri corsi di formazione per manager utilizziamo questo metodo per abituare ciascun partecipante ad apprendere l’importanza dell’ascolto e la disciplina del controllo delle proprie emozioni e a rimanere concentrato sull’altra persona.

Questi sono solo alcuni degli insegnamenti che Stephen Covey ci ha lasciato, ma sono fondamentali per iniziare un percorso di coaching sullo sviluppo della leadership personale e di business. La vera domanda di coaching rimane sempre: cosa ci impedisce di uscire dalla nostra zona di confort e arrenderci al cambiamento? Iniziare dalla lettura di Stephen è sicuramente un ottimo inizio per trovare una risposta.



Cristina Skarabot
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