Comunicato Abia-agromeccanici sul consumo di suolo

26/lug/2012 22.31.04 Info Agribusiness Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA
 

Agromeccanici a difesa del suolo agricolo

Bolis: "Favorevoli all'iniziativa del ministro Catania"

 

ABIA, l’associazione bergamasca che riunisce imprese agricole e agromeccaniche, interviene sul tema della difesa del suolo agricolo, preannunciando il proprio favore ad una prossima iniziativa governativa in materia.

“È senz’altro positivo il nostro giudizio sul disegno di legge che il ministro delle Politiche agricole Mario Catania sta mettendo a punto contro il consumo di suolo - ha affermato Leonardo Bolis, presidente di ABIA e della confederazione nazionale Confai -. La nostra organizzazione si batte da tempo per una concreta tutela del territorio, in particolare contro una cementificazione spesso causata da una sostanziale assenza di pianificazione e poco rispettosa del terreno a disposizione dell’agricoltura professionale. Diverso è il nostro giudizio circa progetti più complessivi e razionali di sviluppo infrastrutturale, alcuni dei quali in corso di realizzazione anche in Bergamasca. Come abbiamo già avuto modo di ribadire, infatti, il nostro obiettivo è quello di conservare il suolo agricolo, ma senza riserve di carattere ideologico”.

Nella nostra provincia, lo ricordiamo, a fronte di una superficie agricola utile di poco più di 70.000 ettari, l’ammontare totale della superficie a seminativo a disposizione dell’agricoltura professionale è attualmente pari a oltre 36.000 ettari, circa 2.500 ettari in meno rispetto a dieci anni fa.

“La tutela dei suoli passa inoltre attraverso le nuove tecnologie - fa notare Enzo Cattaneo, direttore di ABIA -. Si pensi all’utilizzo di sistemi satellitari Gps, molto diffusi tra gli imprenditori agromeccanici: questi mezzi di precisione permettono un accurato monitoraggio dei terreni e consentono una dettagliata pianificazione delle operazioni colturali, con notevole riduzione nell’impiego di fertilizzanti chimici e fitofarmaci e conseguente rispetto dell’assetto naturale dei suoli”.

Da parte di ABIA giunge infine un’articolata riflessione in materia di impianti per la produzione di energia verde collocati nelle campagne. Se da un lato - sostiene l’associazione - si riscontra in alcuni casi la necessità di una maggiore razionalità nella localizzazione degli impianti a scopo agroenergetico, in altri circostanze occorrerebbe investire senza pregiudizi in un settore che potrebbe contribuire in modo eco-sostenibile alla diversificazione del reddito agricolo.

 

SERVIZIO STAMPA ABIA

Luigi Pisoni

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