Indagine OIPA, ritardi pagamenti Pa: Stato in debito con la metà delle imprese fornitrici

30/lug/2012 16.47.37 Oipa magazine Contatta l'autore

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Indagine OIPA, ritardi pagamenti Pa: Stato in debito con la metà delle imprese fornitrici

 

·         Più di 1 impresa su 2 che lavora con la Pubblica amministrazione ha problemi di ritardati pagamenti

·         6 imprese su 10 prestano la  propria opera alla Pa

·         Il 38,14% delle aziende che lavorano con enti pubblici è già ricorso, o non esclude la possibilità di affidarsi, a strumenti come cessione dei crediti o l'affidamento di questi ultimi a società specializzate per poter rientrare delle somme dovute

·         Il 62,25% delle imprese ritiene la compensazione un'opportunità valida e interessante. Per 1 su 4 l’efficacia dovrà essere verificata sul campo

 

Roma, 30 luglio 2012 - Più della metà delle imprese che prestano la loro opera alla Pubblica amministrazione risultano avere problemi per i ritardati pagamenti.  E’ quanto emerge dalla ricerca condotta dall’Osservatorio su Imprese e Pubblica Amministrazione (OIPA), a livello nazionale, su 3.500 imprese attive nei settori dell’edilizia, della farmaceutica e dell’Information and Communication Technology (ICT).

Il 59,07% delle aziende fornitrici vanta attualmente crediti nei confronti delle amministrazioni pubbliche. La percentuale sale al Sud, dove 7 imprese fornitrici su 10 (il 70,69%) sono gravate dai mancati pagamenti. Al Centro ad affrontare questo problema sono il 59,55% delle aziende, al Nord Ovest il 54,55%, mentre al Nord Est la percentuale scende al 42,86%.

A rafforzare il dato, emerso dalla ricerca, è l’elevato numero di imprese che, a livello nazionale, risultano attualmente operare per conto della Pubblica amministrazione. Dall’indagine, infatti, si evidenzia che più di 6 imprese su 10 (il 61,96%), operanti nei tre settori presi a esame, prestano la  propria opera alla Pa. La percentuale è superiore al Nord Est con il 71,43% del totale e al Centro con il 63,12%. Seguono il Sud con il 61,70% delle imprese e il Nord Ovest con il 52,38%.

Delle imprese che lavorano con la Pa, comprese quelle che al momento non sono creditrici delle amministrazioni pubbliche, il 12,56% prevede in futuro di ricorrere a strumenti come la vendita dei crediti o l'affidamento di questi ultimi a società specializzate per poter rientrare delle somme dovute. Il 25,58% non esclude questa eventualità, portando al 38,14% la percentuale delle aziende che potrebbero necessitare dell’intervento di professionisti del settore.

Le imprese sono poi state invitate a esprimere un giudizio sulla possibilità di compensare i crediti maturati nei confronti dello Stato con i tributi erariali e regionali e i contributi assistenziali e previdenziali. Il 62,25% delle imprese ritiene la compensazione un'opportunità valida e interessante. Prudente il 25,07% del campione che giudica il provvedimento una possibilità la cui efficacia dovrà essere verificata sul campo. L’iniziativa viene, invece, giudicata poco efficace dal 7,49% delle aziende a livello nazionale.

Maggiori perplessità emergono quando si parla del provvedimento, atto a ridurre da 60 a 30 giorni il termine entro il quale la Pubblica amministrazione debitrice è tenuta a provvedere alla certificazione dei crediti che permette alle imprese fornitrici di ottenere la compensazione o liquidità tramite il sistema bancario. Ben il 34,29% delle aziende ritiene irrealistica l’effettiva attuazione, contro il 26,51% che la giudica realizzabile. Il 39,19% non ha espresso un’opinione.

 

 

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