“Comunicare l'esubero ai tempi della crisi” Possibile farlo senza creare traumi? Una nuova sfida per il Corporate Training

04/ago/2012 23.21.30 Logosinprogress Contatta l'autore

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“...stasera molti rientrando a casa saranno salutati da cani che saltano e figli che strillano,
il loro coniuge gli chiederà come è andata la giornata e stasera si addormenteranno; le stelle usciranno discrete dai loro nascondigli diurni e
 una di quelle luci appena più luminosa delle altre sarà l'ala del mio aereo che passa.”  (Tra le nuvole – Film di Jason Reitman)

Formare alla comunicazione dell'esubero in tempi di crisi è sicuramente un obiettivo  prioritario che il corporate training dovrebbe tenere presente e cui dovrebbe rivolgere la propria  attenzione:  sviluppare una nuova forma di intervento destinata  non alla ricerca o alla qualificazione del personale, ma al gravoso onere di dover comunicare la dismissione dello stesso. Il ruolo di Head-chopper - tagliatore di teste, per quanto impopolare è sempre piu' all'ordine del giorno, vista la situazione di emergenza in cui versa il mercato del lavoro.

Proprio come Ryan Bingham, un head-chopper che gira l’America licenziando per conto terzi, interpretato da George Clooney nel film “Tra le nuovole”, anche in Italia esistono numerosi professionisti/ consulenti cui le aziende delegano il compito di comunicare il licenziamento.

Non amano sentirsi chiamare tagliatori di teste o addirittura “boia”, il loro ruolo è quello di consulenti incaricati di “accompagnare” il lavoratore in un percorso di “fuoriuscita” dall'azienda: Ryan Bingham nel film  si presenta con un eufemismo: Career Transition Counselor.

Ma quello che non dobbiamo dimenticare è che nel contesto socio-economico attuale, la crisi del mercato del lavoro tocca i piu' disparati settori e soprattutto ha coinvolto e coinvolge fasce di età e target critici: sono in aumento i licenziamenti di ultraquarantenni, padri di famiglia, soggetti con mutui sulla  prima casa e persone che definiremmo appartenenti alla classe media. Da qui la necessità di prendere coscienza che l'atto del “licenziare” crea disagio in quanto destabilizzante dal punto di vista sia sociale, sia psicologico.

La dismissione di posti di lavoro non può essere affidata ad un linguaggio asettico, ma ad una comunicazione proattiva, che offra al lavoratore dismesso una visione consapevole e responsabile della sua nuova realtà e condizione, proiettandolo positivamente verso una prospettiva di cambiamento e non di inesorabilità.

Nei confronti di ciò che è purtroppo inesorabile, la crisi di un'azienda e l'esubero del suo personale, è necessario intervenire con una comunicazione avanzata non istituzionale e meno invasiva, che conduca alla prospettiva di un ricollocamento attraverso il potenziamento o la valorizzazione di proprie risorse, fenomeno che solo una corretta e positiva comunicazione può stimolare.

Il management delle aziende o le human resources quali competenze possono avere in merito?

Ben poche, non essendo abituati a gestire situazioni di emergenza. Anzi possiamo dire che le strategie adottate sono le piu' disparate, ma che quasi tutte rispondono all'esigenza di “chiamarsi fuori”, delegando altri.

Ecco perchè il Corporate Training potrebbe cogliere una nuova sfida: progettare la formazione finalizzandola a tale delicato obiettivo. Studio Logos in Progress ha accettato questa sfida, progettando corsi di formazione in cui assumono un ruolo fondamentale gli psicologi del lavoro. Non è più il tempo di affidarsi a tagliatori di teste.

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