Regione Piemonte - Approvata la legge sullo Shiatsu e le altre discipline bio-naturali

04/ott/2006 10.20.00 wshiatsu Contatta l'autore

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In Italia, secondo i dati Istat, il 22% della popolazione (contro il 25%
della media europea), si è rivolta, almeno una volta all'anno, ad un
tipo di medicina complementare o ad una disciplina non convenzionale
mentre arrivano ad alcune migliaia gli operatori del settore.
Fra le discipline non convenzionali, dette anche, con maggiore
precisione, “pratiche per il benessere” o “discipline bio-naturali”o
"discipline olistiche per la salute", lo Shiatsu ha un ruolo di primo
piano e riscuote un interesse ed una diffusione sempre più larghi.
Quello che è mancato finora nel nostro paese, di fronte al boom di
queste pratiche, è stata una legge che mettesse ordine nel settore.
Già nel 1997, il Parlamento Europeo sottolineava la necessità di
garantire ai cittadini ''la più ampia libertà possibile di scelta
terapeutica, assicurando loro anche il più elevato livello di sicurezza
e di informazione”. Più di recente, il Consiglio d'Europa, il 4 novembre
1999, ha affermato la necessità di un ''riconoscimento per le medicine
complementari e le pratiche non convenzionali”.
Oggi, finalmente, mentre a livello nazionale il Governo si è impegnato
al riconoscimento dello Shiatsu e delle altre discipline olistiche, la
Regione Piemonte ha approvato una legge per la regolamentazione del
settore che prevede l'istituzione di un Registro regionale degli
Operatori e delle Scuole che garantiscono livelli adeguati di serietà e
professionalità.

Non possiamo che essere lieti di questo riconoscimento ufficiale del
lavoro svolto, già da molti anni, dai professionisti del settore che,
con grande impegno ed amore per lo Shiatsu, hanno saputo organizzarsi
autonomamente per definire i requisiti di qualità della figura
professionale dell’Operatore Shiatsu ed il curriculum di formazione più
adeguato.
Fra gli attori principali di questo processo, fin dall’inizio degli anni
‘90, si sono particolarmente distinte due organizzazioni: la F.I.S.
(Federazione Italiana Shiatsu) e la F.N.S.S. (Federazione Nazionale
Scuole di Shiatsu).
La F.I.S. (www.fis.it), nata nel 1991, è la prima e la principale
Associazione professionale italiana di Operatori Shiatsu e gestisce un
proprio albo professionale privato: il R.I.O.S. (Registro Italiano
Operatori Shiatsu) al quale possono accedere solo gli operatori che
vantano un curriculum di studi adeguato di almeno tre anni più un anno
di praticantato e che hanno superato un selettivo esame teorico-pratico
di ammissione.
La F.N.S.S. (www.fnss.it) è la più importante Associazione nazionale di
Scuole di Shiatsu che raccoglie solo Scuole che garantiscano grande
esperienza ed un alto livello qualitativo del curriculum di studi
proposto e del corpo insegnante. Solo le Scuole accreditate di almeno
dieci anni di attività possono fare parte della Federazione.


Ecco il testo ufficiale approvato dal Consiglio Regionale del Piemonte:

Legge regionale n. 32 del 18 settembre 2006
Norme in materia di discipline bio-naturali del benessere.

(B.U.21 Settembre 2006, n. 38)

Il Consiglio regionale ha approvato.
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
(Finalità)
1.
La Regione Piemonte, nell'ambito delle attività di promozione e
conservazione del benessere e della migliore qualità della vita, allo
scopo di offrire ai cittadini che intendono accedere a pratiche per il
raggiungimento del benessere un esercizio corretto e professionale delle
stesse, individua e norma le attività denominate discipline bio-naturali
del benessere.
Art. 2
(Definizioni)
1.
Ai fini della presente legge si intendono per discipline bio-naturali
del benessere le pratiche e le tecniche naturali ed energetiche
esercitate per favorire il raggiungimento, il miglioramento o la
conservazione del benessere complessivo della persona.
2.
Le discipline di cui al comma 1 non si prefiggono la cura di specifiche
patologie, non sono riconducibili alle attività di cura e riabilitazione
fisica e psichica della popolazione erogate dal servizio sanitario, né
alle attività connesse a qualunque prescrizione di dieta, né alle
attività di estetica e di tatuaggio e piercing.
3.
Le discipline bio-naturali del benessere, nella loro diversità ed
eterogeneità, sono fondate su alcuni principi-guida, con particolare
riferimento ai seguenti:
a)
approccio complessivo alla persona;
b)
miglioramento della qualità della vita;
c)
educazione a stili di vita salubri;
d)
assenza di interferenze nel rapporto tra medici e pazienti e astensione
dal ricorso all'uso di farmaci di qualsiasi tipo, in quanto estranei
alla competenza degli operatori in tali discipline.
4.
Per operatore in discipline bio-naturali del benessere si intende il
soggetto che, in possesso di adeguata formazione, opera per stimolare le
risorse naturali dell'individuo e per creare le migliori condizioni di
equilibrio della persona.
5.
L'operatore in discipline bio-naturali del benessere non riveste rilievo
di carattere sanitario e non prescrive farmaci, educa a stili di vita
salubri, ad abitudini alimentari sane ed alla maggiore consapevolezza
dei comportamenti individuali.
Art. 3
(Formazione)
1.
All'esercizio delle discipline bio-naturali del benessere si accede
mediante un percorso di formazione di durata almeno triennale,
predisposto nell'ambito della legge regionale 13 aprile 1995, n. 63
(Disciplina delle attività di formazione e orientamento professionale) e
successive modificazioni e dopo aver svolto un tirocinio disciplinato
secondo le modalità stabilite dalla Giunta regionale su proposta del
Comitato di cui all'articolo 4.
Art. 4
(Comitato regionale per le discipline bio-naturali del benessere)
1.
Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge è
istituito il Comitato regionale per le discipline bio-naturali del
benessere, di seguito denominato Comitato, quale organismo di consulenza
della Giunta regionale.
2.
Il Comitato è nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale
ed è composto da:
a)
il responsabile della direzione regionale competente in materia di
sanità pubblica o suo delegato;
b)
il responsabile della direzione regionale competente in materia di
formazione professionale o suo delegato;
c)
il responsabile della direzione regionale competente in materia di
politiche sociali o suo delegato;
d)
due rappresentanti nominati dagli organismi regionali delle associazioni
dei consumatori maggiormente rappresentative;
e)
cinque esperti nelle discipline bio-naturali del benessere, designati
dalle associazioni e dagli enti operanti a livello regionale.
Art. 5
(Competenze del Comitato)
1.
Il Comitato entro centottanta giorni dal suo insediamento propone alla
Giunta regionale:
a)
la definizione, ai fini dei successivi adempimenti, dei contenuti delle
discipline bio-naturali del benessere e, per ciascuna, del relativo
percorso formativo;
b)
l'elenco delle scuole a livello nazionale e regionale operanti nel settore;
c)
l'individuazione dei requisiti di qualità di ciascuna disciplina;
d)
la definizione dei criteri di organizzazione dell'elenco regionale delle
discipline bio-naturali del benessere di cui all'articolo 6, e le
modalità di iscrizione alle relative sezioni.
2.
La Giunta regionale, sulla base delle proposte del Comitato, approva con
propria deliberazione l'elenco di cui al comma 1 lettera b) e presenta
al Consiglio regionale una proposta di deliberazione con i contenuti di
cui al comma 1, lettere a), c), d).
3.
Il Comitato propone alla Giunta regionale la valutazione di nuovi
inserimenti tra le discipline bio-naturali del benessere già definite,
esercita il monitoraggio sulle attività del settore e tutte le altre
funzioni assegnate dalla Giunta regionale nell'ambito delle proprie
competenze.
4.
La Giunta regionale disciplina con proprio atto deliberativo le modalità
di funzionamento del Comitato.
Art. 6
(Elenco regionale delle discipline bio-naturali del benessere)
1.
Entro sessanta giorni dall'approvazione della deliberazione del
Consiglio regionale di cui all'articolo 5, comma 2, è istituito l'elenco
regionale delle discipline bio-naturali del benessere. L'elenco è tenuto
presso la Giunta regionale e si articola nelle seguenti sezioni:
a)
sezione delle agenzie formative regolarmente accreditate maggiormente
rappresentative a livello nazionale e regionale per operatori nelle
discipline bio-naturali del benessere;
b)
sezione degli operatori nelle discipline bio-naturali del benessere,
suddivisa in sottosezioni relative a ogni specializzazione.
2.
Per l'iscrizione nella sezione di cui al comma 1, lettera a), le agenzie
formative regolarmente accreditate sono tenute a dimostrare di aver
svolto attività documentabile ed iniziative di formazione da almeno tre
anni.
3.
Alla sezione di cui al comma 1, lettera b), sono iscritti gli operatori
in possesso dell'attestato di qualifica.
Art. 7
(Norma transitoria)
1.
In fase di prima applicazione della presente legge e comunque per tre
anni dalla data della sua entrata in vigore, alla sezione di cui
all'articolo 6, comma 1, lettera b) dell'elenco regionale, possono
essere iscritti gli operatori che autocertifichino alla Giunta regionale
il possesso di adeguate competenze professionali e che dimostrino di
aver svolto attività da almeno due anni e formazione documentata di
almeno tre anni.
Art. 8
(Norma finanziaria)
1.
Agli oneri relativi al funzionamento ed all'attività del Comitato
regionale per le discipline bio-naturali del benessere nell'esercizio
finanziario 2006, stimati in euro 5.000,00, in termini di competenza e
di cassa, e imputati all'unità previsionale di base (UPB) n. 28011
(Programmazione sanitaria - Titolo I - Spese correnti) del bilancio di
previsione per l'anno finanziario 2006 si fa fronte con le dotazioni
finanziarie della medesima unità, che presenta la necessaria copertura
finanziaria.
2.
Per gli esercizi finanziari 2007 e 2008 agli oneri iscritti, in termini
di competenza, nell'UPB 28011 del bilancio pluriennale 2006-2008, si
provvede con le risorse finanziarie individuate secondo le modalità
previste dall' articolo 8 della legge regionale 11 aprile 2001, n. 7
(Ordinamento contabile della Regione Piemonte) e dall' articolo 30 della
legge regionale 4 marzo 2003, n. 2 (Legge finanziaria per l'anno 2003).
La presente legge regionale sara' pubblicata nel Bollettino Ufficiale
della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare
come legge della Regione Piemonte.
Data a Torino, addi' 18 settembre 2006
Mercedes Bresso


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