Cura dei disturbi alimentari: il percorso terapeutico efficace a Roma.

03/mar/2014 12:09:54 Web Contatta l'autore

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Nella capitale sono numerosi gli studi medici specializzati in psichiatria che si occupano dei diversi disturbi che possono colpire la mente. Si può trovare uno psichiatra a Roma senza difficoltà, l'importante è però rivolgersi al professionista che sappia seguire il paziente in ogni fase del suo recupero psicologico, per questo motivo è basilare rivolgersi a un medico preparato e in cui si riponga la massima fiducia.

L'anoressia è un'alterazione del comportamento alimentare che spinge il paziente a rifiutare il cibo e che, se non adeguatamente curata, porta a disturbi molto gravi che compromettono l'organismo fino a condurlo a uno stato di deperimento irreversibile.
Curare l'anoressia nervosa è perciò assolutamente indispensabile e la figura medica adatta a instaurare una terapia idonea è lo psichiatra perché il rifiuto del cibo deriva da una condizione mentale. Il paziente ha una visione distorta del proprio corpo che vede sempre troppo grasso ed evitando di alimentarsi in realtà cerca di annullarlo, imparando a controllare il senso di fame. Il controllo è in effetti ciò che angustia l'anoressico, deve sempre avere il perfetto controllo su di sé, ma con una terapia psichiatrica adatta il paziente acquista coscienza del fatto che non ci si deve negare il piacere di nutrirsi che è insito nell'uomo.
La cura dell'anoressia nervosa comprende perciò sia un'adeguata educazione alimentare, sia il supporto psicoterapico.


La bulimia è un disturbo alimentare più subdolo dell'anoressia perché le persone che ne sono affette presentano nella maggior parte dei casi il peso forma e dunque il loro disagio non è visibile esteriormente come avviene per l'anoressia. Il vomito autoindotto, l'uso incondizionato di lassativi e diuretici e un esercizio fisico eccessivo, oltre a un'alimentazione disordinata, però possono portare a gravi stati patologici.
Per curare la bulimia non vi è altra soluzione che curare la mente del paziente perché il suo disturbo ha origine, proprio come per l'anoressico, in un'errata percezione del corpo, ma il paziente non è in grado di controllare la fame. La terapia psichiatrica da instaurare punta perciò a correggere l'errata percezione e a fornire un'educazione alimentare.

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