Perdurano i cali di vendita dei locali commerciali

29/mag/2014 20:15:59 Franz.WebNet30 Contatta l'autore

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Il mercato immobiliare italiano è ancora piatto: sono poche le isole felici e in generale perdura il calo vendita di locali commerciali a Torino

 Scarseggiano le buone notizie per il cosiddetto “settore non residenziale” che comprende i mercati immobiliari del terziario, commerciale e produttivo: secondo i dati presentati dall’ultimo rapporto di Agenzia delle Entrate e Assilea (Associazione nazionale delle società di leasing), infatti, il 2013 si è chiuso con un nuovo calo delle compravendite su base annua, pari al 9,2 per cento per il terziario, 11 per cento per il commerciale e 7,7 per cento per le transazioni relative al produttivo. Una perdita che, comunque, è ridotta rispetto a quella segnalata tra il 2012 e il 2011, quando i volumi si contrassero addirittura di un quarto.

Su base territoriale, le flessioni superiori del mercato si riscontrano nel Nord Ovest, nel Sud e nelle con quote superiori al 10%, mentre al Nord Est e al Centro si fermano intorno al -5 per cento. L’analisi regionale mostra cali in tutte le aree, con la contrazione più elevata in Valle d’Aosta (dove però la quota di compravendite è molto limitata), in Calabria e Sardegna. Per le regioni con le maggiori quote di mercato, la riduzione è più elevata in Lombardia (-11,4 per cento), più contenuta invece nel Lazio (-5,1 per cento). Risultano sostanzialmente stabili le compravendite in Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Molise, con cali inferiori al 1%.

Analizzando più specificamente i numeri, si vede come le città che hanno registrato il calo maggiore siano Bari, Genova, Napoli e Verona, con una flessione di oltre il 10 per cento negli scambi di negozi. Non va bene neppure la vendita di locali commerciali a Torino, che subisce una diminuzione di 12 punti percentuali rispetto ai valori del 2012. Di contro, Catania Firenze e Bologna sono le città nelle quali le compravendite di negozi nel 2013 superano i volumi scambiati nell’anno precedente. Il centro più dinamico sul fronte degli affari resta sempre Milano, nonostante una flessione del 6 per cento.

Primo effetto di queste cifre è l’abbassarsi delle quotazioni medie dei negozi nelle grandi città: oggi, un negozio a Genova costa il 12,6 per cento in meno rispetto all’anno scorso, a Torino invece un locale commerciale si può trovare a un prezzo ridotto del 10 per cento, con una quotazione media che si attesta intorno ai 2048 euro per metro quadro.

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Le città più care per quanto riguarda questo settore sono Venezia (4196 euro per metro quadro, valore praticamente identico allo scorso anno, Roma (4108 euro per metro quadro, flessione di quasi 5 punti percentuali), Milano (3522 euro per metro quadro, calo inferiore all’1 per cento).

Avviata nel 2007, l’indagine del mercato immobiliare non residenziale garantisce un significativo contributo alla conoscenza e trasparenza del mercato, fornendo una base dati di informazioni economiche sul settore. Una parte importante riguarda quella relativa agli acquisti in leasing, che hanno un significativo peso anche sul totale delle transazioni di immobili, pari addirittura al 25 per cento nel 2013.

È proprio questo segmento infatti a offrire segnali positivi, anche grazie al più favorevole inquadramento fiscale e all'apertura del comparto ai professionisti per il finanziamento di immobili, come spiegano i rappresentanti di Assilea.

Nei primi quattro mesi del 2014, per fare degli esempi concreti, è stato finanziato circa 1 miliardo di investimenti immobiliari con 1.076 nuovi contratti, segnando una crescita tendenziale di oltre il 20 per cento.

 

Un dato che è in netta controtendenza non solo con quello relativo alla vendita di locali commerciali, ma anche per quella di uffici: le compravendite nel 2013 sono calate in media del 10,8 per cento rispetto all'anno precedente. Uniche eccezioni Toscana (+8,5%) e Piemonte (+0,6%), che chiudono con il segno positivo. Per comprare un immobile adibito a ufficio servono mediamente 1490 euro per metro quadro (il 2 per cento in meno rispetto allo scorso anno).

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