Operazione Mare Nostrum, i pro e i contro.

31/mag/2014 13.50.37 Leo Contatta l'autore

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Dopo l'ultima dell'immigrato che pur di andar via in cerca di una vita migliore, si è nascosto fra le eliche di una nave, affrontando le intemperie del mare aperto, non si può non sottolineare la pericolosità e l'indicenza di molte persone, fra politici e comuni cittadini per come l'operazione Mare Nostrum viene gestita ma più che altro per la quantità ingente di fondi che l'Italia da sola si trova a dover stanziare per pesta situazione. 

L'apice è arrivato però con la strage di Lampedusa, dove persino pescherecci e quindi parliamo di civili si sono trovati a raccogliere in mare sopravvissuti e morti. Questa situazione portò, Angelino Alfano dopo un vertice a Palazzo Chigi, ad affermare su questa operazione  “sarà un’operazione militare ed umanitaria per rafforzare la sorveglianza e soccorso in alto mare, per incrementare il livello di sicurezza delle vite umane“.

Questa decisione, oggi da molti discussa è arrivata in un momento in cui l'Italia era stanca di raccogliere morti dal mare. Di fatto lo stesso ministro della Difesa Mario Mauro, ha esordito  sottolineano che “per la prima volta verrà usata una nave-anfibia, la San Marco, operativa dal 18 ottobre”.

Eppure se pensiamo a come il termine Mare Nostrum è nato, ci rendiamo conto di aver stravolto totalmente quello che era il pensiero degli antichi romani. Di fatto a quell'epoca stava d indicare la protezione e la delimitazione dei confini nazionali. Oggi, in una posizione opposta a quella di Alfano che si diceva convinto dell'operazione, la quale avrebbe sicuramente scoraggiato gli speculatori. 

Ottenendo così un effetto deterrente per chi pensava di continuare nel traffico di esseri umani. Eppure così non sembra essere stato, di fatto quello che sta facendo ora l'Italia è semplicemente un'operazione di accoglienza, non riuscendo a distinguere chi si spaccia per rifugiato di guerra e chi sta semplicemente migrando per una vita migliore. 

Di fatto secondo alcuni esponenti della Lega, forse principalmente Salviti, aiutarli è un bene ma sarebbe ancora meglio aiutarli nel loro paese invece che farli venire qui e farli vagare per strada o con una vita sicuramente indecente, sia per gli immigrati che per gli italiani con cui si trovano a convivere. 

Diciamo che questo discorso non farebbe una piega se esistesse un piano dell'unione europea e dei fondi al quale attingere. Purtroppo pur volendo utilizzare questi fondi in maniera diversa, il problema resta sempre lo stesso, il livello di organizzazione e le modalità con cui vengono attuate. 

In quel caso ci vorrebbe molto probabilmente un dispiegamento di forze armate maggiori, rispetto a quelle attuali. Sicuramente i conti italiani avrebbero un respiro maggiore in assenza di costi così alti. Di conseguenza allo stato attuale quello che doveva essere una prevenzione a sorveglianza delle nostra coste, diventa ogni volta un'operazione di soccorso e di recupero in mare, proprio a causa del fatto che le carrette del mare così come vengono battezzate a causa del loro deterioramento, finiscono per distruggersi o vengono sabotate da chi le ha guidate, appositamente per essere soccorsi ed arrivare in modo più sicuro a terra. Peccato che a farsi carico di questo c'è solo l'Italia che già di suo, non può dire di godere in buone condizioni. 

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