Riforma statali: ecco le novità!

12/giu/2014 14.26.25 Chiara Contatta l'autore

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Finito il mese di consulta, cui Renzi aveva chiamato i tanti dipendenti statali attraverso Twitter, invitandoli ad esprimere le loro idee scrivendo direttamente al sito del Ministero, la Riforma della Pubblica Amministrazione comincia ora a prendere forma: dal blocco degli incarichi dirigenziali per chi è in pensione ai tagli dei permessi sindacali, sono tante le novità annunciate nella bozza allo studio del governo, anche se forse il punto più discusso e che preoccupa maggiormente i dipendenti riguarda la mobilità obbligatoria. Vediamo nello specifico punto per punto del nuovo provvedimento, che ha già sollevato diverse perplessità sia da parte sindacale sia nei partiti di minoranza, ma che sembra raccogliere anche numerosi consensi tra la cittadinanza.

Mobilità obbligatoria 
La nuova riforma prevede la possibilità di spostamenti senza preventivo assenso del lavoratore in una sede occupazionale diversa purché sita entro l'arco di 100 chilometri:  in particolare viene sottolineato come entro i 50 chilometri le diverse sedi siano da considerarsi come appartenenti alla stessa "unità produttiva", mentre tra i 50 e i 100 km lo spostamento debba essere sostenuto da particolari esigenze di tipo organizzativo e produttivo. Scompare inoltre l'obbligo del nulla osta dell'amministrazione di provenienza per la mobilità volontaria. 
Tagli sui permessi
Arriva al 50% la riduzione dei permessi sindacali, le aspettative e i distacchi per ogni organizzazione sindacale. Il provvedimento
Stop agli incarichi dirigenziali per chi è in pensione e trattamento di servizio sino al 31 ottobre
Non sarà più possibile conferire incarichi dirigenziali o cariche in organi delle amministrazioni a soggetti "collocati in quiescenza" ossia che godono già della pensione. Dopo l'età di pensionamento non sarà inoltre possibile restare nella Pubblica Amministrazione oltre il 31 ottobre. 
Esuberi e demansionamenti
In caso di riorganizzazioni di uffici, che comportino esuberi, le amministrazioni saranno tenute ad informarne in maniera preventiva i sindacati e a 30 giorni dall'avvenuta comunicazione, in assenza di criteri condivisi per la gestione della mobilità, potranno procedere alla risoluzione unilaterale dei rapporti di lavoro in essere di quanti risultano pensionabili entro due anni dal decorrere del prepensionamento, corrispondendo al lavoratore l'importo previsto nella forma della pensione. Nel caso di soggetti non pensionabili, i dipendenti pubblici in esubero saranno collocati in mobilità e potranno richiedere la ricollocazione "in via subordinata, in una qualifica o in posizione economica inferiore": in questo modo si amplieranno le occasioni di ricollocazione. 
Tagli alla spesa pubblica: unificazione delle scuole e  turn over
Le scuole di formazione della Pubblica amministrazione saranno unificate all'interno della Scuola nazionale dell'amministrazione, che accorperà le funzioni degli altri istituti soppressi. Previsto anche il turn over, calcolato in base alla spesa: la quota sarà pari al 20% di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente, raggiungendo la percentuale del 100% in maniera progressiva solamente nel 2018. 
Tagli alla spesa pubblica/2: paletti agli incarichi Authoriry e strette sugli appalti
I componenti di tutte le Autorità indipendenti non potranno essere "nuovamente nominati componenti di una autorità indipendente, a pena decadenza, per un periodo pari alla durata legale dell'incarico precedentemente ricoperto"; per i dirigenti dell'Ivass, della Consob e di Bankitalia il divieto si estende ai tre anni successivi la cessazione dell'incarico, durante i quali non potranno "intrattenere, direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione consulenza o impiego con soggetti pubblici e privati operanti nei settori di competenza". Per quanto riguarda gli appalti, stretta in arrivo sui nuovi bandi: nel caso venissero riscontrati difetti nei requisiti necessari alla partecipazione alla gara, l'Autorità di vigilanza dei contratti pubblici provvederà all'esclusione del concorrente dalla gara stessa e dall'escussione della cauzione, e disporrà la "sospensione da uno a tre anni dalla partecipazione" ad ogni altra forma di gara pubblica; le nuove disposizioni non si applicano a casi di violazione precedenti all'emanazione del decreto, come quelli del Mose e dell'EXPO. 
La bozza progettuale verrà discussa nella riunione di Venerdì 13 giugno del Consiglio dei Ministri: sarà importante per tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione monitorare le ultime news offerte lavoro per conoscere eventuali revisioni delle disposizioni indicate in questa bozza. 
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