Stop a Ribery.

29/giu/2014 20.11.20 Leo Contatta l'autore

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Un mondiale pieno di sorprese, per lo più frutte ma sempre sorprese, come per la notizia che ha messo ko il centropampista del Mayern Monaco colpito da una inaspettata lombalgia forte e acuta. È stato colpito da un dolore che ha ritardato, inevitabilmente la preparazione ai mondiali di uno dei giocatori più conosciuti al mondo. 

Il giocatore ha tralasciato per un po' il dolore, cosa sbagliate per presentarsi solo dopo svariate settimane in un ospedale parigino per una visita approfondita. Ha seguito un forte programma di riabilitazione che secondo gli esperti è durato pochissimo, poso più di una settimana.

C'è da dire qui che i tempi di guarigione per un comune mortale non solo li stessi che passa un calciatore. Così a giugno ha portato avanti la sua riabilitazione in quanto non aveva alcuna intenzione di saltare i mondiali troppo importanti per lui. Ma la paura per i tifosi c'è stata, il suo mondiale era a rischio.

La sua situazione però era troppo aggravata, il giocatore pare infatti che abbia avuto diverse ricadute dalle rime settimane di giugno. Dove sono stati fatti dei test in campo con il giocatore che dopo determinati tentativi, fra scatto e corsa si è dovuto fermare. Da quel momento una risonanza magnetica ha segnalato il peggioramento della situazione. 

Da lì si è stabilito la sua esclusione totale dall'assenza della rosa dei giocatori per i mondiali. Di fatto se non curato e portato avanti per molto tempo il dolore diventa cronico, quindi alla base della colonna vertebrale che si estende e si prolunga per mesi e mesi, in modo acuto. Di fatto il 5% di chi soffre di lombalgia in seguito diventa cronica perché si trascura. 

In Italia, con la crisi che attanaglia il paese, ne sono colpiti ben 2 milioni di individui. Quando è cronica la malattia va curata e considerata come una problematica maggiore, rispetto ad una normale lombalgia. Di fatto sopra alla normale lezione, si sono sovrapposti altri strati e altre difficoltà fisiche, peggiorando alla lunga il dolore e rendendolo più acuto. 

Arrivati a questo punto si rischia di giocarsi la propria vita sociale, non a caso arrivati a questo punto si parla di patologia bio-psico-sociale. Un problema cioè su cui gravano fattori biologici, psicologici e di conseguenza, vien da se anche ambientali. Di fatto questo dolore cambia e piega totalmente l'individuo sotto di esso. 

Non pensarci non aiuta sicuramente a risolvere il problema, come una febbre, non si può mica pensare che non pensandoci si risolve il problema, bisogna curarsi. Come prima cosa però bisogna essere consapevoli, se lo si è dal principio sarà più facile guarire. Al primo sintomo bisognerebbe correre, in modo da evitare di aspettare di rimanere totalmente bloccati e farsi così soggiogare da un problema di salute. 

È come prendere in mano la propria vita e decidere da se cosa fare e cosa no. Insomma prima si comincia e prima si guarisce, se si compie movimento e la mattina al risveglio si sentono dei dolori quello potrebbe essere già un primo sintomo. Se poi durante la giornata si sente mal di schiena è il caso di farsi visitare. 

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