Ernia cervicale. definizione, cause e terapie

01/lug/2014 23.03.46 Ciro Contatta l'autore

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Il corpo umano è spesso identificato come una delle macchine, presenti in natura, migliori per quanto concerne lo sviluppo ed il meccanismo, tenendo conto di tutta una serie di complessità strutturali che renderebbero persino complessa l’emulazione, eppure, nonostante tutti questi pregi e la capacità di autorigenerarsi per i piccoli problemi, esistono patologie di difficile recupero, ed un esempio è l’ernia cervicale.

L’ERNIA CERVICALE rappresenta uno dei principali, e più articolati, disturbi a carico dell’area cervicale, parliamo quindi della zona del collo ma più nel dettaglio delle aree che la compongono, come i muscoli, i nervi e le articolazioni e le vertebre che consentono alla testa di collegarsi col resto del corpo favorendo poi lo smistamento dei segnali neuronali che assicurano i movimenti, il corretto funzionamento dei meccanismi di equilibrio, ma soprattutto la postura, l’orientamento e persino i parametri vitali, non a caso molti dei sistemi autonomi, come il battito e la respirazioni, trovano in quella zona i punti di connessione col cervello che ne gestisce automaticamente i meccanismi.

Più nel dettaglio l’ernia cervicale indica chiaramente l’alterazione della zona cervicale con la fuoriuscita di materiale gelatinosi dagli spazi intervertebrali, ovvero quelli occupati dai tessuti molli come le cartilagini, che rappresentano punti di giunzione fondamentali per assicurare il movimento senza alcun problema al corpo ed al collo, assorbendo impatti, frizioni tra le vertebre cervicali e tutto quei problemi tipici delle articolazioni che servono appositamente a favorire tali movimenti evitando che le struttura interessate si scontrino usurandosi prima del tempo oppure dando vita a fenomeni d’infiammazione pericolosi, gli stessi che appaiono chiaramente in caso di ernia cervicale.

Alla base del disturbo parrebbe esserci una vasta gamma di patologie come l’aumento dei pesi sul rachide cervicale, aspetto quest ultimo collegato al lavoro ed allo stile di vita, la possibilità d’aver contratto dei colpi di frusta, le inclinazioni a livello delle vertebre, oppure l’indebolimento delle stesse magari per vecchiaia o per eccesso di sport, da sottolineare come la pratica continuativa, a seconda anche del tipo di attività, può esser pericolosa rappresentando un abuso corporeo che la colonna, e la zona cervicale, non sono capaci di reggere.

In caso di comparsa di ernia cervicale i sintomi possono diversificarsi, partendo dalla cervicalgia generica, ovvero dolori al collo variabili, sino all’irradiazione del problema agli arti con interessamento del braccio, definendo la sindrome come brachialgia, oppure con la comparsa di formicolii, in zone varie del corpo con maggiore frequenza agli arti, sia superiori che inferiori, sino al mal di testa perenne, tipico di un’evoluzione verso la mielopatia, con interessamento del midollo spinale. 

 

In tali casi è quindi opportuno conseguire rapidamente, presso specialisti, una diagnosi efficace e certificata, che potrete ottenere con anamnesi, raccolta della sintomatologia per una valutazione oggettiva, oltre all’utilizzo di strumenti diagnostici come mielografia, TC, radiografia, RMN, elettromiografia e discografia, mostrando nero su bianco il problema a livello anatomico.

La definizione della diagnosi è importante per poter capire come procedere, magari stabilendo una terapia di cura, affiancata da farmaci per allievare i dolori come gli analgesici, scegliendo tra varie possibilità.

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