Visure camerali delle sale da gioco: fenomeno in crescita

17/set/2014 11:47:16 Luca Siano Contatta l'autore

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Il confronto arriva da Milano, dove, consultando le visure camerali, ci si rende conto della grandezza delle dimensioni tra chi chiude e chi guadagna in questo periodo di crisi. Consultando le visure camerali on-line per la provincia di Lecco, si scopre così che le sale da gioco continuano a mantenere bilanci altissimi,  mentre a chiudere sono le imprese che producono, proprio le stesse aziende i cui dipendenti sono clienti preferiti dalle varie sale gioco.

Tutto legale, così come previsto dalle normative vigenti: il nesso di casualità non lascia però alcun dubbio. Continuano ad aprire a Lecco e non solo i compro-oro e tutte quelle attività che consentono di richiedere denaro o di impegnare qualcosa per andare avanti (o per giocare, viste le visure camerali?), mentre chi produce spesso è strozzato dai debiti, ai quali non riesce a fare fronte.

La sconfitta si presenta con la dicitura “Non attiva” sulle visure camerali di tantissime attività imprenditoriali, che hanno tirato la cinghia finché hanno potuto. La situazione ha assunto proporzioni immani, soprattutto per le vittime del sistema, ovvero coloro che soffrono di gioco compulsivo e le loro famiglie.

La ludopatia è una piaga diffusa e difficile da riconoscere: solo quando la situazione economica diventa insostenibile, il giocatore e la sua famiglia si rendono conto della gravità del problema e tentano strade alternative, impegnando i propri beni e cercando aiuto alle Asl, non sempre attrezzate per fronteggiare il fenomeno.

La denuncia arriva da un giornalista di Lecco, che chiede allo Stato di smettere con una politica di complicità: chi legalizza una sala gioco ha notevoli vantaggi fiscali, mentre chi è strozzato resta in balia degli eventi, secondo il giornalista, che ha condotto personalmente una ricerca sulle visure camerali della città presso la camera di commercio di Milano.

La ricerca online sulle visure camerali ha permesso di scoprire un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti, ma che non aveva documenti a supporto di una sensazione purtroppo molto diffusa. La chiusura di molte attività e l'apertura di un certo tipo di azienda in contemporanea ha fatto partire così l'inchiesta del giornalista, che ha denunciato quanto avviene a Lecco (e non solo).

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