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25/nov/2014 16.38.06 Ufficio Stampa Gruppo Toscano Contatta l'autore

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LE QUOTAZIONI IMMOBILIARI SONO TORNATE AI VALORI DEI PRIMI ANNI DUEMILA

Nei primi 10 mesi del 2014 le quotazioni immobiliari hanno continuato a diminuire. Nei capoluoghi di provincia la diminuzione è stata del 6,6%. I prezzi hanno tenuto di più a Milano, con un calo dell’1,3%. Roma ha visto una contrazione del 8,7%. Qui le zone centrali e adiacenti al centro hanno preservato maggiormente il valore, a differenza delle periferie. Palermo ha avuto una diminuzione dei valori immobiliari del 6,5%.
In base alle rilevazioni del Centro Studi del Gruppo Toscanoil valore delle abitazioni degli Italiani è diminuito complessivamente del 25,6% dal 2009, facendo sì che i prezzi siano complessivamente tornati alle quotazioni del 2002/2003.
Il mercato immobiliare italiano sta vivendo una fase con quotazioni immobiliari molto convenienti mentre la domanda si sta lentamente rafforzando. C’è da dire che permangono ancora molti elementi di incertezza, legati al quadro macroeconomico e alla mancanza di chiarezza dell’imposizione fiscale sulla casa. Rimane confermato il trend positivo delle grandi città, mentre le provincie avranno ancora un anno di transizione, per adeguarsi lentamente al trend dei principali centri cittadini. A Roma, dove il calo dei prezzi è importante, la crescita delle compravendite sarà del 5,17%. A Milano e a Palermo sarà rispettivamente del +3,99% e del 3,42%.[1] A livello nazionale, prevediamo che il numero di compravendite residenziali si assesterà intorno alle 410mila unità, con una crescita stimata di circa l’1% rispetto al 2013. Un miglioramento della situazione generale del paese è diventato condizione necessaria per innescare un circolo virtuoso anche a favore del mercato immobiliare.

“Siamo tornati ai valori di oltre un decennio fa” afferma Ilario Toscano, Presidente dell’omonimo gruppo immobiliare “l’investimento immobiliare oggi è un asset davvero interessante, che manterrà – e nel lungo periodo aumenterà – il valore del capitale investito. Notiamo che non appena il prezzo è ai livelli di mercato, la domanda diventa subito frizzante, come non accadeva da anni. In questi casi, l’acquirente deve essere molto veloce per non perdere l’immobile. Elemento importante per consolidare la ripresa è la chiarezza dell’imposizione fiscale sugli immobili, senza la quale il mercato rimane inevitabilmente frenato. Un carico fiscale esagerato non solo ha effetti depressivi sul mercato, ma anche sulle entrate fiscali. Basta considerare che dal 2011 abbiamo un mancato incasso di imposte di registro mediamente di 100mila compravendite l’anno, che potrebbe non essere stato compensato dal gettito prodotto da IMU e TASI.”

[1] I comuni capoluogo chiuderanno l’anno con una crescita pari a +4,20% rispetto al 2013, mentre le grandi città  cresceranno del +4,69%.

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