I conti in tasca ai cinesi del Veneto. Il «sommerso» vale 113 milioni

20/dic/2014 17.29.17 IP Report Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

PADOVA – Conti che non tornano, e benefici che si fanno costi. L'analisi di Unioncamere, bilancio dell'immigrazione e della presenza cinese in Veneto, presentata ieri a Padova nella sede della Camera di Commercio, rileva l'ammanco di 113 milioni di euro e indica le cause possibili: nero e contraffazione. In un quadro generale, un po' di numeri: sono 43mila i cittadini della Repubblica Popolare "soggiornanti" in Veneto, il 9,5% degli stranieri. Invece quanto ai residenti, sono 28.722 (dati al 31 dicembre 2013),il 5,9% degli stranieri. L'età media è di 27 anni, contro i 44 dei Veneti. E le famiglie cinesi hanno in media 2,7 componenti, contro i 2,1 di quelle originarie. Quanto al lavoro, il 61% è dipendente, il resto autonomo; per lo più, sono occupati nell'industria (67,3%; e in particolare nel settore dell'abbigliamento: 49,4%) e nei servizi (32,5%); solo una parte marginale in agricoltura (0,2%). Appare singolare, ma il sistema produttivo cinese, qui in regione, non sembra aver sofferto la crisi: gli imprenditori, 930 nel 2000, ora sono 7.477 (dato di settembre 2014).

 

CONTINUA

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl