comunicato stampa Euler Hermes SIAC

comunicato stampa Euler Hermes SIAC "Surplus di capacità e inasprimento della guerra dei prezzi nel 2007: gli industriali nella morsa" Roma, 06 febbraio 2007 - Secondo il rapporto settoriale trimestrale della compagnia di assicurazione crediti Euler Hermes, nel 2007 l'industria mondiale rischia di essere penalizzata dall'inasprimento della concorrenza internazionale provocata dal boom economico dei cosiddetti NIC, ovvero i Paesi di recente industrializzazione.

06/feb/2007 16.30.00 press way Contatta l'autore

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“Surplus di capacità e inasprimento della guerra dei prezzi nel 2007: gli industriali nella morsa"

 

 

Roma, 06 febbraio 2007 - Secondo il rapporto settoriale trimestrale della compagnia di assicurazione crediti Euler Hermes, nel 2007 l’industria mondiale rischia di essere penalizzata dall’inasprimento della concorrenza internazionale provocata dal boom economico dei cosiddetti NIC, ovvero i Paesi di recente industrializzazione.

Il rallentamento dell’economia registrato negli Stati Uniti nel secondo trimestre 2006 sta contagiando il resto del mondo, provocando presumibilmente una frenata dell’economia mondiale nel 2007. I settori nazionali, meno sensibili alle fluttuazioni della domanda mondiale, dovrebbero essere relativamente al riparo dalla crisi, mentre i prodotti industriali dovranno ancora fare i conti con la deflazione.

 

 

1. La forte domanda di beni strumentali di produzione da parte dei NIC provoca un’inflazione dei prezzi dei prodotti di base e delle materie prime.                 

 

·         Crescita del commercio mondiale nel 2006 e trasferimento delle industrie dei Paesi di vecchia industrializzazione (OIC nell’acronimo inglese) verso i Paesi di recente industrializzazione (NIC)

La crescita mondiale, più sostenuta del previsto nel 2006 grazie alle migliori performance delle economie di Eurolandia e alla conferma della forte crescita dei Paesi emergenti, ha rinvigorito la maggior parte dei settori industriali. L’intensificarsi del commercio mondiale e la delocalizzazione delle industrie degli OIC verso i cosiddetti NIC hanno avuto effetti particolarmente positivi per le industrie a monte (prodotti semi-lavorati, segnatamente del comparto siderurgico e chimico) e per il settore dei beni strumentali. L’aumento progressivo delle quote di mercato dei NIC, a spese degli OIC, incrementa infatti la loro domanda di beni strumentali di produzione.

 

·         Le imprese tedesche e giapponesi, grandi beneficiarie del boom della domanda di beni strumentali da parte dei NIC.             

Negli ultimi anni, i NIC si sono dotati di una forte capacità di produzione che ha determinato una massiccia domanda di beni strumentali di produzione. I Paesi specializzati nella fabbricazione di tali prodotti ne sono stati particolarmente favoriti: la Germania e il Giappone hanno registrato un incremento di oltre il 9% del loro export globale.  

 

Il moltiplicarsi degli scambi commerciali nel 2006 si è rivelato un affare anche per il settore dei trasporti - le compagnie aeree stanno progressivamente uscendo dal periodo di stagnazione - e per le industrie produttrici di beni strumentali ad esso collegate, in particolare il settore aeronautico e dei cantieri navali.

 

·         Inflazione di prodotti di base e materie prime a causa degli alti consumi dei NIC.  

Il rapporto produttività/merce prodotta dai NIP è inferiore a quello degli OIC: i primi consumano più energia e materie prime dei secondi a parità di volume di produzione. Il loro alto tasso di crescita si traduce in un surplus di consumi e dunque in un forte incremento dei prezzi delle materie prime e dei prodotti di base.

La pressione esercitata così sui prezzi di acquisto delle industrie, cui corrisponde l’erosione dei prezzi di vendita dei prodotti finiti, determina il calo dei margini industriali” commenta Philippe Brossard, direttore della ricerca di Euler Hermes.  

 

 

2. Guerra dei prezzi sui manufatti nel 2007 in uno scenario di rallentamento economico               

 

·         L’industria dei beni di consumo penalizzata dalla maggiore concorrenza internazionale                      

All’aumento delle capacità di produzione dei NIC non ha corrisposto una riduzione altrettanto                             significativa delle capacità di produzione degli OIC. La frenata dell’economia mondiale prevista nel 2007 rischia dunque di far emergere un forte surplus di capacità e di esacerbare la guerra dei prezzi dei prodotti finiti. Il comparto dei beni di consumo, pur rimanendo dinamico nei volumi, tende oggi al ristagno dei prezzi (settore auto e farmaceutico), se non alla vera e propria deflazione (abbigliamento, elettronica e informatica). Infuria la concorrenza internazionale, non solo fra Paesi di vecchia e recente industrializzazione, ma anche fra gli stessi NIC.                     

“Il trend deflazionistico dei prodotti finiti dovrebbe continuare a favorire l’aumento delle quote di mercato delle industrie dei Paesi a basso costo di manodopera e ad accelerare le ristrutturazioni industriali nei Paesi dove i costi salariali sono più alti. In particolare, il tema delle localizzazioni industriali potrebbe diventare il leit-motiv della campagna presidenziale americana”  commenta Philippe Brossard.

 

·         L’industria automobilistica colpita dalla crisi dei produttori americani e dei fornitori europei

L’industria automobilistica mondiale sta tracciando un profondo cambiamento di rotta, caratterizzato da tre fenomeni principali : il ruolo emergente dei NIC come esportatori netti (Asia e Europea centrale, in particolare la Repubblica ceca), il boom del Giappone, la cui svalutazione dello yen ne favorisce l’acquisizione di nuove quote di mercato, e la grave crisi delle case costruttrici americane. Tale crisi comincia a contagiare il settore auto europeo, dove negli ultimi mesi si sono registrati numerosi casi di fallimento soprattutto fra i fornitori.

 

·         I settori ad andamento ciclico indeboliti dal rallentamento mondiale nel 2007

Il rallentamento dell’economia iniziato negli Stati Uniti nel secondo semestre 2006 frenerà presumibilmente tutta l’economia mondiale nel 2007. I settori a maggiore andamento ciclico, quali le nuove tecnologie, tradizionalmente più esposti alle fluttuazioni della domanda mondiale, potrebbero uscirne più indeboliti. “Viceversa, i settori nazionali, quali l’edilizia e i servizi, dovrebbero essere mediamente meno esposti dei settori aperti alla concorrenza internazionale. Il comparto delle costruzioni, nettamente peggiorato negli Stati Uniti nel 2006, sta andando incontro ad una progressiva stabilizzazione. In Europa, invece, si prevede una battuta d’arresto conseguente all’aumento dei tassi registrato nel 2006. Alcuni mercati (Regno Unito, Spagna) già manifestano i primi sintomi di un eccesso di valorizzazione del patrimonio immobiliare che potrebbe richiedere interventi correttivi”, conclude Philippe Brossard.

 

 

 

Costi salariali orari                Aumento delle materie prime

 

 

 

Fonti : Eurostat, Euler Hermes

 

 

 

Che tempo farà sulla scena internazionale

 

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Per maggiori dettagli sui risultati della ricerca, consultare il sito: www.eulerhermes.com

           


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