Il padovano Piero Sanavio presenta a Roma il suo ultimo romanzo: “Amina o le limitate possibilità dell’azione”

02/feb/2016 12.12.37 Pietro Casetta Contatta l'autore

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Il padovano Piero Sanavio presenta a Roma il suo ultimo romanzo: “Amina o le limitate possibilità dell’azione”

 

 

Martedi 23 febbraio 2016 alle ore 17.30 presso la Libreria Odradek in Via dei Banchi Vecchi 57 a Roma, lo scrittore Mario Lunetta e i professori Marcello Carlino e Francesco Muzzioli presenteranno l’ultimo romanzo di Piero Sanavio, “Amina o le limitate possibilità dell’azione” (Biblioteca del Vascello, Robin Edizioni). Letture di Giuliana Adezio. Sarà presente l’Autore.

 

 

“Senza dubbio è il romanzo più feroce di Sanavio: un irritato violento assalto a tutto ciò in cui crediamo e abbiamo creduto.

Contesti della fabula sono un Egitto e un Medio Oriente devastati, descritti con partecipata passione. Nello sfondo, un’Italia ignava, trasformista, arrogante, incapace, vittima della propria ignoranza e del suo tradizionale “particulare”; il discorso politico una falsificazione, e cela il vuoto di inadeguatezze sentimentali.

Le istanze morali e politiche che hanno segnato un secolo e son traboccate nel presente appaiono figlie di un’identica volgarità. La ricerca del “vero” è frantumata nelle ironie di un erotismo parodistico dove le istanze sentimentali delle telenovelas si confondono con quelle del Rousseau della Nouvelle Héloïse rilette sotto i lampioni di casa Sade.”

 

Il romanzo, settimo del suo autore, ne continua le ricerche nell'ambiguità del 'vero'. I luoghi sono principalmente l'Egitto e il Libano, il momento storico quello della Guerra dei Sei Giorni e l'offensiva di pace in Galilea di Israele. nello sfondo l'Italia, incancellabile riferimento e memoria.

Scalìa, giornalista o forse spia, cercando di definire chi mai fosse Fausto, misterioso marito di Amina di cui egli è diventato l'amante, cela la propria identità con uno pseudonimo. La realtà in cui egli si trova a operare, però, è elusiva e contraddittoria, così i diversi personaggi della storia non gli daranno il conforto di una credibile versione dei fatti, e menzogna e verità finiranno per avere la stessa autorevolezza.

Una corrente di erotismo percorre il romanzo, la ricerca di Fausto un'indagine nelle angosce, i desideri, le frustrazioni, il corpo stesso di Amina. Centrale, tra i personaggi, e’il cavaliere Demaria: maschera, deux ex machinba, sinistro interprete delle voci altrui, depositario delle riposte-non-risposte (ipotesi?) alle domande che Scalia - e forse il lettore con lui - si pone.

 

La citazione da Carlo Suarès in exergo al romanzo può legittimare anche altre letture: “Ogni lettera dell'alfabeto è un complesso di parole, coalescenza di parole-lettere ognuna delle quali, a sua volta è anch'essa un complesso di parole-lettere o equazioni. Quando tentiamo di scrivere la parola Aleph, per le parole-lettere che la costituiscono e i loro rapporti interni, incrociati, scopriamo che in realtà stiamo scrivendo un simbolo che ripete le proprie forme all'infinito, come un'entità viva-. L'Aleph è l'impensabile vita-morte, principio astratto di tutto ciò che è e non è”.

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Pietro Casetta
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