Si complica l’iter delle dimissioni: Confimi e Apindustria Verona a tutela di aziende e lavoratori

Si complica l'iter delle dimissioni: Confimi e Apindustria Verona a tutela di aziende e lavoratori .

Persone Arturo Alberti, Apindustria Verona, Confimi
Organizzazioni INPS, Ministero del Lavoro
Argomenti lavoro, diritto

15/mar/2016 14.40.17 Terzomillennium Contatta l'autore

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Verona, marzo 2016 - Il 12 marzo 2016 è entrata in vigore la nuova procedura informatica delle dimissioni digitali, prevista dal decreto attuativo 151/2015 del Jobs act, attuata per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco. La recente circolare n. 12/2016 del Ministero del Lavoro tenta di chiarire i numerosi punti oscuri dell’iter telematico che, anziché semplificare, rischia di complicare la questione “dimissioni”. La manovra, che a priori doveva agevolare aziende e lavoratori nell’interruzione di contratto, si è rivelata tra tutte la scelta più dispendiosa e meno azzeccata. Infatti, per essere efficace, la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro deve essere comunicata entro cinque giorni dalle dimissioni effettive del lavoratore attraverso la modulistica del Ministero del Lavoro esclusivamente con specifiche modalità digitali. Le dimissioni online possono, poi, essere ritirate sempre e solo in via telematica entro una settimana. Il nuovo procedimento non vale per il settore pubblico, il lavoro domestico e marittimo, ma anche il Ministero e la Pubblica Amministrazione hanno deciso di escludersi dall’applicazione della norma, una dubbia coincidenza che rivela l’imbarazzo delle autorità per la situazione poco chiara. 

In una nota Confimi, Confederazione dell’Industria manifatturiera italiana e dell’impresa privata, ha espresso un parere contrario al sistema online che rappresenta del tempo perso per il lavoratore e un aggravio di costi per le imprese.
Anche Arturo Alberti, Presidente Apindustria Verona e Vice Presidente Vicario con delega alle relazioni industriali di Confimi ha dichiarato che “la nuova procedura è un percorso ad ostacoli, aggravato da un farraginoso diritto di ripensamento e da eventuali sanzioni del tutto sproporzionate. L’uscita della circolare con le istruzioni ministeriali non fa che aumentare le perplessità, merito anche di un paio di passaggi, che potremmo definire quanto meno fantasiosi. La nuova norma” continua il Presidente Alberti “non offre alcun rimedio contro quei soggetti che vogliono andarsene dall’azienda, lucrando però sull’indennità di disoccupazione, e che per questo si limitano a rendersi irreperibili, provocando normalmente un licenziamento disciplinare, che all’impresa costa quantomeno il ticket Naspi fino a circa 1.500 euro e all’Inps 24 mesi di immeritata indennità, in media 24.000 euro. Insomma uno spreco non da poco se si pensa che rientrano in questo calderone il 5% delle dimissioni ogni anno, parliamo di alcune decine di migliaia di casi” ha concluso il Presidente di Apindustria Verona. 

 

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