Sistemi anti caduta

17/mar/2016 11.31.05 Leo Contatta l'autore

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Quando bisogna lavorare a determinate quote di altezza è consigliabile affidarsi a sistemi di sicurezza, come in questa circostanza si ci riferisce a sistemi anti caduta . Di fatto, anche per quello che riguarda la fornitura e le installazioni, sarebbe opportuno appellarsi a specialisti e autorizzati nel settore.

In Italia dal 2007, le regioni si sono adeguate ad un decreto legislativo proprio per la sicurezza in merito e la prima Regione ad apportare dei miglioramenti è stata la Regione Toscana. La quale per prima ha obbligato l’installazione di Linee Vita con precise norme e disposizioni.

È fondamentale, anche se in maniera molto blanda, conoscere un minimo di quelle che sono le norme e i decreti che regolano questa parte della sicurezza sul lavoro. Ad esempio c’è Ex. Art. 82 L.R. 3 gennaio 2005 n. 1 sulle Norme per il governo del territorio - Disposizioni generali. Si tratta di dettagli da conoscere in modo da tutelarsi da quelle che potrebbero essere i modi blandi di lavorare, di ditte sconsiderate.

Ad esempio questa appena citata, recita al Comma 1 che “Ai fini del permesso di costruire o della denuncia di inizio dell'attività, il regolamento edilizio elenca per ogni tipo di opera e di intervento, la documentazione e gli elaborati progettuali da produrre.”. Quindi mai farsi fregare, ogni dettaglio deve essere scritto nero su bianco.

Al Comma 8 recita “Prima dell'inizio dei lavori, il proprietario o chi ne abbia titolo deve comunicare al comune il nominativo dell'impresa che realizzerà i lavori unitamente ai codici di iscrizione identificativi delle posizioni presso INPS, INAIL, CASSA EDILE dell'impresa; qualora successivamente all'inizio lavori, si verifichi il subentro di altra impresa il proprietario o chi ne abbia titolo dovrà comunicare i relativi dati entro quindici giorni dall'avvenuto subentro.”

Fa di fatto tutto parte dei permessi a cui bisogna rendere conto quando si apre un vero e proprio cantiere, tutto deve essere segnalato della DIA ex SCIA. Nei quali appunto rientra quanto si dice al Comma 9 ricorda “Contestualmente alla comunicazione di inizio e fine lavori, il committente dei lavori inoltra al comune il documento unico di regolarità contributiva”. Il comma successivo ricorda che nel caso della mancanza di quest’ultimo, ci sarà una vera e propria causa ostativa all’inizio dei lavori.

Ma quel che è importante, al Comma 13 è che “Nel caso di inizio dei lavori in mancanza dei piani di sicurezza -precedentemente citati- l'organo preposto alla vigilanza, ordina l'immediata sospensione dei lavori fino all'adempimento.” Ecco quindi, nella migliore delle ipotesi a cosa si va incontro nel momento in cui non ci si attiene alle regole.

In particolare il Comma 14 ricorda che nei casi dei “progetti relativi ad interventi che riguardano le coperture di edifici di nuova costruzione ovvero le coperture di edifici già esistenti, si prevedono l'applicazione di idonee misure preventive e protettive che consentano, nella successiva fase di manutenzione degli edifici, l'accesso, il transito e l'esecuzione dei lavori –ovviamente sempre- in quota in condizioni di sicurezza.”

Tutti dettagli che anche ad un semplice condomino farebbe bene sapere, in quanto non sempre ci sono amministratori condominiali diligenti alle norme di sicurezza.

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