Scopriamo le nuove tecniche per gli impianti dentali

28/feb/2017 20:36:58 marketing-seo.it Contatta l'autore

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Gli impianti dentali vengono eseguiti da decenni in tutto il mondo, con sempre nuove tecniche e nuove metodiche che hanno consentito, nel corso del tempo, di rendere l’intervento sempre meno invasivo, meno doloroso e praticabile in un maggior numero di casi, anche nei pazienti con problematiche di salute. La tecnologia e la medicina fanno grandi passi avanti, così come il settore della diagnostica radiologica, che adesso dispone di un nuovo metodo per osservare in 3D il settore maxillo-facciale: si tratta della tomografia computerizzata con software appositi, che permettono di acquisire immagini virtuali estremamente dettagliate che rappresentano tutte le strutture anatomiche più delicate, come i nervi. Anche l’ottima visualizzazione dell’osso consente di sfruttarlo appieno per posizionare le viti, diminuendo il ricordo alla ricostruzione ossea, una tecnica complessa e non sempre risolutiva. La posizione ideale per inserire l’impianto dentale viene determinata dal computer e ciò offre anche la possibilità di preparare in anticipo una protesi sulle misure del paziente, che così non resta senza denti durante i mesi di guarigione. Non tutti sono idonei per l’implantologia computer-assistita; questo metodo viene impiegato solo su direttive del proprio medico odontoiatra.

Un’altra innovativa tecnica di chirurgia odontoiatrica è la piezochirurgia, che viene sfruttata per tagliare selettivamente l’osso durante la foratura per l’inserimento delle viti dell’impianto dentale. Mentre solitamente il taglio dell’osso non risparmia la gengiva, i nervi e in generale i tessuti molli, che vengono in buona parte traumatizzati dagli strumenti chirurgici, la piezochirurgia utilizza sottili strumenti che trasmettono vibrazioni ultrasoniche a frequenza altissima, che tagliano delicatamente l’osso senza danneggiare i tessuti molli, nemmeno se vengono a contatto con lo strumento stesso. In questo modo si annullano le emorragie, perchè i vasi ematici non vengono rotti, e quindi anche la guarigione è più veloce e meno dolorosa.

Una delle fasi successive all’inserimento dell’impianto dentale è l’osteointegrazione, ovvero il processo durante il quale le viti in titanio si integrano nel tessuto osseo rendendo la protesi stabile. L’osteointegrazione è un processo lento e lungo, che richiede anche 5-6 mesi, durante i quali il paziente deve portare una protesi provvisoria. Per accelerare il processo di osteo-integrazione, è possibile utilizzare fattori presenti nel sangue che stimolano la crescita ossea: uno di questi fattori è il concentrato di piastrine PRP, che si ricava dal sangue del paziente stesso e contiene alte concentrazioni di piastrine e di fattori di crescita. Per ottenere il PRP, circa 60 ml di sangue del paziente vengono inseriti in uno speciale strumento.

I pazienti che hanno matrice ossea scarsa o di qualità non ottimale per sostenere l’impianto, possono effettuare un innesto osseo autologo, oppure ricorrere ad un impianto zigomatico nei casi in cui l’osso mascellare sia gravemente atrofico. L’impianto dentale zigomatico utilizza viti particolarmente lunghe, che vengono inserite nell’osso zigomatico e possono sostenere il normale carico masticatorio; questo tipo di impianto non riguarda l’osso atrofico, quindi annulla la necessità di innesto osseo o ricostruzione ossea. Si possono inserire fino a 4 impianti zigomatici (2 per lato) e l’intervento non è traumatico, al contrario di un innesto osseo di grande portata, che comunque non offre garanzie di successo. Inoltre, in un impianto zigomatico il carico è precoce e l’intervento è meno costoso.

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