PER LAFERT UNA FINANZIARIA STRABICA

18/feb/2008 16.10.00 PRS INTERNATIONAL Srl Contatta l'autore

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PER LAFERT UNA FINANZIARIA STRABICA

Critica la posizione del Gruppo rispetto alledisposizioni

del Governo sul tema dei contributi per i motori adalta efficienza

                                                                                                 

SAN DONÀ DI PIAVE (VE) – Il GruppoLafert, leader italiano nei motori elettrici ad alto rendimento, in linea con quanto verrà esposto da Confindustria il 19 febbraio a Milanopresso l’auditorium Assolombarda di viaPantano 9 in occasione del Seminario “Efficienza energetica: benefici per le imprese, unimpegno per l’ambiente”, organizzato dalla stessaConfederazione, disapprova quantostabilito dalla Finanziaria 2008 in merito agli incentivi/contributi perl’acquisto di motori ad alta efficienza volti al risparmioenergetico. Lafert considera irragionevoli le disposizioni governative riguardoai motori di piccola potenza (quelli nel range da 0.75kW a 5kW), rimasti esclusidall’incentivo. La questione verrà affrontata durante il Convegno organizzato dal Sole 24 ore per il mese di marzo dal titolo“Efficienza Energetica in Fabbrica”,a cui Lafert prenderà parte attivamente.

 

Laquerellenasce appunto dalla decisione governativa di incentivaresolo  i motori dai 5kW in su, a scapito di quelli fino ai 5kW.“Nessuno ha ancora dato le ragioni di questa disposizione, nonostantesembri più idoneo promuoverel’acquisto di tutti i motori, compresiquelli di piccola taglia”, spiega il Consigliere Lafert LucaTrevisiol. È noto infatti che questi sianolargamente i più richiesti, essendo necessaria svariate applicazioni, che non occorranormalmente importarli, abeneficio quindi del Made in Italy, e che illoro impiego contribuiscain modo determinante al raggiungimento degli obiettivi imposti a livelloeuropeo e dal Protocollo di Kyoto in materia di efficienza energetica.

 

Infatti,il miglioramento di rendimento in un motoreelettrico da 1.1kW, passando da eff2a eff1, è di 7,6%, mentre il miglioramento per unmotore da 90kW è solo di 1,1%. Il risparmioenergetico che si può ottenere suimotori fino a 5kW è quindialmeno il doppio rispetto ai motori di potenzasuperiore. In merito al Made in Italy, va considerato che il 70% delvenduto in Italia deriva da produzione nazionale, mentre i motori dai 5kW finoa 90kW sono per il 70% prodotti d’importazione, quindi pare che la Finanziaria 2008 incentivi i prodotti d’importazione ascapito del prodotto nazionale. Il Gruppo sostiene piuttosto cheanche l’industria nazionale che produce motori fino a 5kW vada sostenuta,dato che rappresenta vendite(comprese le esportazioni) per almeno 400milioni di Euro, a differenza dell’industrianazionale dei motori da 5kW a 90kW che rappresenta vendite (compresele esportazioni) solo per circa 80 milioni. Lafertteme inoltre gravi distorsioni sul mercato: incentivando solo un range diprodotto, si rischia infatti di favorire solo le multinazionali, a scapito deiproduttori nazionali per lo più di taglia piccola e media.

 

Spiegail Consigliere in merito all’inadeguatezza della Finanziaria 2008nell’affrontare i problemi diconsumo di energia elettrica derivati dai motori di piccola potenza non ad alto rendimento:«Se la Finanziariaincentivasse l’acquisto di motori di tutte le taglie, a patto cherispettino i requisiti minimi richiesti, ne beneficerebbero tutti, la salutedell’ambiente per prima. I piccolimotori ad alto rendimento possono dare un contributo importante al risparmioenergetico, e questo per due ragioni: la potenza resa dei motori“piccoli” venduti in Italia è equivalente a quella dei motori dipotenza superiore ai 5kW; i margini di miglioramento sul rendimento dei motoripiccoli sono enormemente più grandi rispetto ai motori di potenza superiore,che già possiedono rendimenti dignitosi. Nessunaltro Paese opera questa distinzione: ovunque, a livello europeo, iltema è affrontato a partire dai motori da o.75kW come in Nord America, il Paesecon le norme più consolidate e restrittive in materia di alto rendimento».

 

IlGruppo Lafert, produttore inItalia con la maggiore esperienza nella realizzazione di motori ad altorendimento (è MotorSpecialist e crea motori equivalenti agli attuali eff1 già da 15 anni), si è inveceimpegnato a livello nazionale ed europeo per il miglioramento dell’efficienzaenergetica nel settore industriale. Non solo: l’aziendainsiste sulla necessità di creareun organismo di controllo sul modello nordamericano, ovvero di un ente certificatore terzo che evitil’autocertificazione di prodotto, causa dell’attuale mercato fuoricontrollo. Lafert è in prima linea nella richiesta di controlli seri epunizioni pecuniarie per chi riporta sulla targa del motore realizzato dati nonveritieri, affinché si smetta di incentivare l’importazione di prodottiche non raggiungono i rendimenti minimi richiesti. La targatura di dati nonveritieri può avere conseguenze molto serie: dall’inganno ai consumatori finoa gravi problemi di sicurezza.

 

Fondatonel 1962, il Gruppo Lafert conta cinquestabilimenti in cui operano oltre 450persone; il volume d’affari 2008 ha sfiorato i 90milioni. È conosciuto nel mondo per i suoi motori elettrici sincroni easincroni speciali e customizzati: soluzioni tecniche ad alta funzionalità madal basso impatto ambientale, competitive per qualità e prezzo. Già nel 1997l’Underwriters Laboratories Inc. ha attestato che i prodotti del Grupposoddisfano le norme di efficienza previste dal Dipartimento di Energia degliUSA.

 

 

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