La Cassazione afferma che la Consulenza Aziendale non ha esclusive

L'iscrizione ad un Albo, quindi, e non la preparazione o l'esperienza lavorativa, facevano la differenza tra un consulente di serie A ed uno di serie B. La Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che, al di fuori delle attivita' comportanti prestazioni che possono essere fornite solo da soggetti iscritti ad Albi e provvisti di specifica abilitazione, per tutte le altre attivita' di prestazione intellettuale o per tutte le altre prestazioni di assistenza o consulenza vige il principio di generale liberta' di lavoro autonomo.

14/giu/2008 13.49.00 Studio Loforte Contatta l'autore

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Con sentenza 15530 depositata il 12 giugno 2008, la Corte di Cassazione afferma un principio di democrazia e di legalita' determinante per chi offre la propria esperienza e la propria preparazione professionale alle aziende sotto forma di consulanza aziendale.
Per anni il "consulente aziendale" e' stato considerato un professionista di serie B. La maggior parte del lavoro, ed il maggior valore aggiunto, veniva gestito da dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali iscritti agli Albi. Dall'alto della loro preparazione teorica su materia fiscale, estendevano il loro influsso su Management, Organizzazione Aziendale e Project Management. Per assurdo, un Ingegnere Gestionale aveva pi� difficolta' di un Commercialista nella vendita dei suoi servizi di predisposizione di un project management o di affiancamento dell'imprenditore nella gestione ed organizzazione dell'impresa.
L'iscrizione ad un Albo, quindi, e non la preparazione o l'esperienza lavorativa, facevano la differenza tra un consulente di serie A ed uno di serie B.
La Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che, al di fuori delle attivita' comportanti prestazioni che possono essere fornite solo da soggetti iscritti ad Albi e provvisti di specifica abilitazione, per tutte le altre attivita' di prestazione intellettuale o per tutte le altre prestazioni di assistenza o consulenza vige il principio di generale liberta' di lavoro autonomo.
Pertanto, l'attivita' di consulenza non e' da riferirsi in via esclusiva a Commercialisti ed iscritti ad Albi, ma e' erogabile da chiunque possa avere delle conoscenze che abbiano mercato.
Questo e' un passo importante verso una societa' della conoscenza e non verso una societa' della titolarita'. Non deve contare il titolo di studio o di abilitazione , ma deve invece essere posta l'attenzione sulla preparazione e sulla capacita' professionale, il tutto all'interno di un libero mercato che garantisce la liberta' di lavoro autonomo.

Danilo Loforte
Consulenza Strategica ed Internazionalizzazione d'Impresa

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