Euler Hermes SIAC

02/ott/2008 15.16.30 press way Contatta l'autore

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Euler Hermes SIAC: Insolvency Outlook 2008

Presentato il bollettino economico che analizza le insolvenze aziendali nel mondo - Focus sul mercato italiano

 

 

Euler Hermes SIAC ha reso noti, come ogni anno, i risultati che emergono dal bollettino economico realizzato per far chiarezza sugli andamenti delle insolvenze d’impresa nel mondo.

 

Il dossier semestrale, elaborato dagli economisti del Gruppo Euler Hermes e diffuso in Italia da Euler Hermes SIAC, ha evidenziato un aumento nel 2008 della sinistrosità in tutto il mondo, con conseguente analisi delle responsabilità dovute alla globalizzazione.

 

Non v’è dubbio, infatti, che la globalizzazione debba per la prima volta mettersi alla prova e forse è lecito parlare della sua prima vera e propria crisi.

Infatti, la rapida diffusione della crisi economica nella maggior parte delle economie è evidenziata dall’indicatore globale delle insolvenze, che l’anno scorso ha segnato un + 6%, tendenza che, secondo le previsioni, si accentuerà nel 2008 con un +15%.

Negli Stati Uniti, la crescita delle insolvenze delle imprese è stata repentina: +44% lo scorso anno, mentre per il 2008 si prevede ancora un + 35%.

I settori direttamente o indirettamente collegati alle attività e ai crediti immobiliari sono ovviamente i più penalizzati. Il dato che più colpisce è il rialzo quasi simultaneo della sinistrosità un po’ dappertutto: in Spagna (+90% previsto nel 2008), in Irlanda (+39 % nel 2008), mentre nel Regno Unito, in Francia o in Italia l’aumento è stato un po’ più diluito nel tempo (+10% previsto nel 2008). Tutti questi Paesi, colpiti in modo più o meno grave dal tracollo del settore immobiliare, sono comunque resi più fragili dall’aumento delle insolvenze.

 

Solo l’economia tedesca sembra sfuggire, per il momento, a questa sorte, ma ciò non significa che riuscirà a farlo anche nella seconda metà del 2008: il peggioramento delle condizioni economiche di tutti i suoi partner si ripercuoterà rapidamente sul suo surplus commerciale con l’estero, unico volano della crescita tedesca.

 

Italia, nel 2008 la sinistrosità aumenta

 

La crescita del PIL nel 2007 si è limitata all’1,5% e le prospettive per il 2008 sono ancora più cupe: il dato scenderà allo 0,5% a causa del deterioramento dell’ambiente economico internazionale e del rallentamento della domanda interna.

Il forte calo delle insolvenze (-50%), stimato per il 2007 a 5000 fallimenti, contro una media di oltre 11.000 tra il 2000 e il 2006 (i dati ufficiali forniti dall’ISTAT si fermano al 2006), non rispecchia la realtà e si spiega, invece, con la modifica della legislazione sui fallimenti, che ha notevolmente ridotto il numero di imprese passibili di liquidazione (sulla base di criteri finanziari).  

Ancora più preoccupante e rivelatore delle difficoltà incontrate dalle imprese italiane è il deterioramento dei tempi di pagamento, secondo il Barometro dei Pagamenti, studio messo a punto da Euler Hermes SIAC in collaborazione con l’Università Bocconi. Dopo un miglioramento tra il 2004 e il 2006, l’indicatore delle difficoltà di pagamento è bruscamente peggiorato nel 2007: i ritardi nei pagamenti si sono allungati, raggiungendo una media di 82 giorni, il che lascia presagire un’inversione di tendenza in materia di solvibilità delle imprese.

 

Analisi settoriale

I dati pubblicati da Movimprese (Camere di commercio), che recensisce trimestralmente la situazione delle imprese sottoposte a procedura di fallimento, liquidazione o concordato, indicano una loro contrazione tra il 2006 e il 2007 di circa 5000 unità. Dato che corrisponde alle stime in calo delle insolvenze tra il 2006 e il 2007 (da 10.000 a 5000).

A dispetto delle cifre, la realtà è un’altra: aumentano le tensioni in alcuni settori dell’edilizia e dell’industria (più del 20% delle imprese oggetto di procedura concorsuale), come pure dell’agroalimentare, dei beni strumentali, del tessile, dell’abbigliamento e del cuoio.

 

Prospettive 2008-2009

Il rallentamento dell’attività nel 2008 con una crescita inferiore all’1%, la stretta creditizia e il netto deterioramento dei termini di pagamento registrati da oltre un anno sono fattori e segnali negativi del clima che regna nel mondo degli affari italiano e che contribuiranno ad una netta ripresa della sinistrosità. La crisi si è estesa ai servizi e il cedimento del mercato immobiliare peserà sull’attività del settore edile. Paradossalmente, un’indagine svolta presso i più grandi tribunali e pubblicata dalla stampa rivela un calo delle domande e delle aperture di procedure concorsuali (-7,2%, -1,6% rispettivamente) nel primo trimestre 2008 rispetto all’anno scorso, nonché un aumento dei concordati preventivi (+22%).

Alla luce delle difficoltà di pagamento registrate e dell’impatto delle modifiche apportate alla legge sui fallimenti, si prevede verosimilmente una crescita dell’ordine del 10% delle insolvenze nel 2008-2009.

 

 

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