ALFA WASSERMANN IN TURCHIA, PORTA DEL MEDIORIENTE

Dopo la nuova filiale di Mosca inaugurata la scorsa estate, ora è la volta della Turchia, con l'apertura di una sede a Istanbul.

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ALFA WASSERMANN IN TURCHIA, PORTA DEL MEDIORIENTE

La casa farmaceutica ai vertici del settore (fatturato 250 mln) apre una filiale a Istanbul, inserendosi in un mercato da 6 mld e facendosi strada verso l’Asia sud-occidentale e centrale

 

BOLOGNA, 21 Ottobre 2008

Alfa Wassermann, ai vertici internazionali nel settore farmaceutico (fatturato 2007: 250 milioni, +8%; utile netto: 11 milioni; Ebitda: 47,5 milioni, +24%), prosegue la sua azione espansiva nell’Est Europa. Dopo la nuova filiale di Mosca inaugurata la scorsa estate, ora è la volta della Turchia, con l’apertura di una sede a Istanbul. Alfa Wassermann Turkey, realizzata con la compartecipazione al 30% di un socio locale, si va ad inserire in un mercato da 6 miliardi di euro, in crescita vertiginosa: già 12° nel mondo, secondo il prestigioso istituto di ricerche di mercato nella farmaceutica IMS Health figurerà tra i primi 10 di qui a due anni.

 

Dichiara l’amministratore delegato Stefano Golinelli: «Il nuovo presidio diretto in Turchia dovrebbe generare un fatturato aggiuntivo di 20 milioni di euro al raggiungimento del terzo anno. Il mercato farmaceutico della Turchia, paese con oltre 74 milioni di abitanti socialmente e politicamente sempre più vicino all’Europa, è previsto in crescita mediamente del 10% l’anno da qui al 2011. Riteniamo che partecipare a questa fase di sviluppo sia un’importante opportunità». Nel Paese della Mezzaluna Alfa Wassermann porterà i suoi brevetti di maggior successo come Rifaximina, le cui vendite nel solo 2007 hanno superato il valore di 100 milioni di euro.

 

«Oltre il 60% del fatturato di Alfa Wassermann è generato da ritrovati nati nei propri laboratori – ricorda Golinelli. – I nostri investimenti annui in R&D e progetti a medio/lungo periodo ammontano in media al 10% del fatturato. Un dato rilevante per l’Italia, dove la ricerca in generale segna ancora il passo». Per quanto riguarda il nostro paese, l’ad conferma che «il primo semestre ha chiuso in linea con le previsioni. Questo nonostante i problemi generati dalla congiuntura difficile e dai ripetuti interventi che hanno penalizzato il settore. È noto che dal 2007 si contano già quasi 5000 esuberi, concentrati soprattutto fra gli informatori scientifici del farmaco: una cifra che potrebbe raddoppiare se non si inverte la tendenza miope che paralizza investimenti e assunzioni».

 

Nonostante tali oggettive difficoltà, Alfa Wassermann ha varato un piano di investimenti di quasi 15 milioni di euro in tre anni («un atto di fiducia nel nostro paese»), dedicato al proprio stabilimento produttivo di Alanno (PE) per dotarlo di un nuovo reparto ad alta tecnologia e per perfezionare i già elevati standard qualitativi. I positivi risultati ottenuti sia a livello internazionale che nazionale e il progressivo rafforzamento nel mercato dell’Europa Orientale, grazie anche alla nuova filiale turca, portano il management a prevedere di raggiungere i 290 milioni di fatturato entro l’anno.

 

(Mario Pinzi)

 

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