Il fotovoltaico italiano e la sfida internazionale.

27/ott/2008 14.03.55 Pferd & Reiter Contatta l'autore

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Giordano Simoncini

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Il fotovoltaico italiano e la sfida internazionale.

 

Oltre 18.000 visitatori: questo il record segnato dall’edizione 2008 di Zero Emission Rome, rassegna dedicata ad energie rinnovabili, cambiamenti climatici ed emission trading che ha da poco chiuso i battenti alla Fiera di Roma. Il successo della manifestazione, che assume una posizione di rilievo a livello internazionale, richiama ancora una volta l’attenzione sull’incredibile vivacità del mercato delle rinnovabili nell’area mediterranea.

 

Il caso del settore solare fotovoltaico del Belpaese è particolarmente interessante. Sebbene “second comer”, l’Italia ha un buon sistema di incentivi correlati all’integrazione architettonica, può curarsi ancora poco dei futuri limiti alla generazione ed ospita un’opinione pubblica ricettiva. Non bastasse, da che la Germania, primo cluster fotovoltaico del continente, ha da poco e vistosamente tagliato le tariffe incentivanti con la nuova Legge per le Rinnovabili (EEG), e da quando i timori per le sorti dell’energia solare in Spagna vanno facendosi sempre più reali, il mercato tricolore ha acquisito ulteriore potenziale anche a livello europeo. Soprattutto, lo ha acquisito più velocemente che nelle previsioni di molti.

 

Basti ricordare che, appena lo scorso aprile, l’Italia ha sorpassato il traguardo dei 100 MW di potenza fotovoltaica installata per oltre 10.000 impianti entrati in esercizio tra il vecchio ed il nuovo Conto Energia. Il messaggio veicolato da questo ed altri dati è chiaro: l’industria solare italiana, rafforzatasi sul mercato interno, è pronta per l’arena internazionale. Lo hanno capito gli operatori italiani e, forse, lo hanno capito ancora meglio quelli stranieri. Sorprende pertanto ben poco, che circa un terzo dei 300 espositori presenti a Zero Emission Rome 2008 fosse di provenienza estera.

 

L’agenzia di consulenza Pferd & Reiter di Berlino ha incontrato molti dei partecipanti alla kermesse romana, constatando come le diverse opinioni convergano su uno specifico punto: il 2009 sarà un anno decisivo. Le aziende estere, incuriosite dalle peculiarità del mercato italiano, tenteranno di “saltare sul treno”, essendo già alla ricerca di occasioni e nuovi partner; quelle italiane, dal canto loro, si troveranno invece a sostenere la concorrenza estera tanto in patria quanto, per la prima volta, oltreconfine.

 

Non è una sfida da poco. Nel corso degli ultimi anni, le imprese del comparto solare italiano si sono concentrate su innovazione e competitività di prodotti e servizi. Sospinte da ottime performance in un mercato interno ancora embrionale, sono cresciute in maniera esuberante, trascurando spesse volte determinati aspetti, quali ad es. sviluppo strategico comunicazione d’impresa. Risultato di tale atteggiamento è, oggi, una diffusa e preoccupante carenza di strategie di lungo periodo per i mercati esteri, declinata in termini di relazioni ed affari pubblici, comunicazione interculturale e politica.

 

In un settore come quello delle rinnovabili, che si evolve rocambolescamente in senso al contempo tecnologico e geografico, tale carenza si rivela penalizzante proprio per tutte quelle imprese di piccole e medie dimensioni che, in virtù degli attuali quadri normativi nazionali e delle specificità del mercato europeo dell’energia solare, dovrebbero al contrario ritenersi particolarmente avvantaggiate.

 

Con il progressivo aumento del volume degli affari e della pressione esercitata dalla nuova concorrenza, la spinta all’outsourcing finisce oggi con l’investire anche diverse aziende del ramo solare, fino a poco tempo fa perfettamente autosufficienti. Tale urgenza di esternalizzare si fa addirittura più pressante quando si tratta di concezione strategica, poichè  molte di queste aziende non hanno mai avuto modo o necessità di dotarsi di expertise adeguate alla sfida internazionale. Per questo motivo, il ricorso a consulenze esterne inizia ad affermarsi prepotentemente anche nell’industria fotovoltaica e solare termica, producendo risultati molto incoraggianti, come oramai diverse evidenze dimostrano.

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