Coaching e riflessione sul cambiamento. Leonardo Frontani e Sonia Russo in un’azienda che ha l’obiettivo di riorganizzare la gestione.

01/nov/2008 16.48.49 Sonia Russo Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Le aziende vivono in un contesto competitivo in cui vi è una richiesta di servizi sempre più articolata e orientata alla realizzazione di precise aspettative.
In un contesto di questo tipo diventa sempre più evidente che lo sviluppo aziendale è funzione anche della soddisfazione dei dipendenti.
Il dipendente non è visto più  in termini di costo economico ma una risorsa da cui dipende il vantaggio competitivo dell’azienda: in tal senso il dipendente è il cliente interno dell’organizzazione.
In uno scenario di questo tipo, un’azienda giovane, cresciuta in fretta ci ha chiesto di aiutarla a costruire uno spazio in cui fermarsi a riflettere sulla propria gestione e su come modificarla per risolvere alcuni problemi di comunicazione al suo interno.
La nostra proposta formativa è stata caratterizzata da un percorso esperienziale che ha messo il gruppo di fronte a problemi da risolvere. Il gruppo ha sentito l’utilità, di fronte a ogni problematica posta, di organizzare progetti, di stabilire regole e di costruire ruoli e funzioni ad hoc.
Questa modalità formativa esperienziale ha permesso di sperimentare attivamente la possibilità di un cambiamento. In seguito, sono state avviate, all’interno dell’azienda tutta una serie di modifiche di gestione: incontri sempre più frequenti fra i dipendenti, istituzione di momenti di condivisione per costruire percorsi che permettano di trattare questioni importanti dando a tutti possibilità di scelta...
Quali i vissuti e gli obiettivi di ogni singolo attore del cambiamento?
Come ognuno sta riflettendo sul cambiamento della propria identità lavorativa  in funzione del cambiamento del contesto?
Le sessioni di coaching, che hanno concluso l’intervento formativo, sono state un utile strumento per dare uno spazio istituzionale e legittimo a tale riflessione.
Durante le varie sessioni è stato interessante osservare  come a partire dalla richiesta iniziale (a partire dal percorso formativo fatto insieme, cosa vuoi raggiungere, modificare, migliorare?) si è delineato sempre più un obiettivo personale che ha acquistato senso in relazione alla nuova spinta al cambiamento in termini di condivisione di processi e  gestione delle persone.
Ognuno di loro ha messo in discussione aspetti di modalità di gestione dei collaboratori poco utili al cambiamento.
Ad esempio, qualcuno ha parlato di voler modificare la sua difficoltà a relazionarsi nei gruppi di persone, dove assume un atteggiamento o di ritiro o di eccessiva enfasi sul proprio punto di vista. Con una serie di domande che hanno aiutato sempre più questa persona a specificare la problematica e a visualizzare situazioni quotidiane in cui si presenta, è nata una riflessione su temi quali l’aggressività e il controllo, che l’hanno portata a visualizzare un obiettivo che è per lei una nuova metodologia di relazione utile nella varie situazioni lavorative: “andare incontro al collaboratore”, “fermarsi a riflettere quando lui mi propone qualcosa su cui non sono d’accordo”.
Qualcun altro è partito esprimendo una volontà di fare scienza di una sua arte nel gestire i collaboratori, a partire da una domanda che si è posto: “Le cose sono sempre andate bene finora, ma è un caso o è giusta la mia modalità di gestione....e se un giorno non andasse più bene?”. Con un invito a parlare della “sua modalità” e di specificare meglio la motivazione che lo ha portato a porsi questa domanda, è nata una riflessione sulla confusione che può generare una gestione ad personam dei collaboratori, sulla necessità di istituire momenti di condivisione di regole e di tollerare gli eventuali conflitti che possono nascere in tali situazioni, con una maggiore determinazione nella messa in gioco del proprio potere competente.
Alla fine della sessione ogni coachee ha riflettuto e scritto un’azione che avrebbe fatto nel breve periodo per il raggiungimento del proprio obiettivo. Questo con l’idea di sottolineare ancora di più e rendere “visibile” ed esplicito il senso del proprio obiettivo in funzione del cambiamento del proprio contesto lavorativo.
Il coach ha avuto la funzione di essere mezzo di trasporto in un percorso di cambiamento scelto dal coachee. L’ha guidato inoltre a guardare il paesaggio intorno al percorso: il contesto del cambiamento.

Dott.sa  Sonia Russo
Psicologa clinica 
Master in “Gestione delle risorse umane”
                                                                                                              
Per informazioni

www.leonardofrontani.com

sonia.russo.formazione@gmail.com

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl