LEONARDO FRONTANI, FORMAZIONE INNOVATIVA: la ricerca del benessere in azienda .

19/nov/2008 22.43.55 Sonia Russo Contatta l'autore

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Sempre più spesso ci accorgiamo che le aziende lamentano una preoccupante tendenza a manifestare l’incapacità di riequilibrare il livello di stress accumulato sul lavoro. Managers e collaboratori sembrano particolarmente vulnerabili allo stress. Questo accumulo crea preoccupanti situazioni di disequilibrio nelle relazioni, ma anche nella produttività che viene a fiaccare alcuni individui particolarmente vulnerabili. In seguito a questo assunto si sottolinea l’opportunità di misurare in maniera scientifica il grado di stress dell’azienda che solleva il problema, attraverso la compilazione di un questionario anonimo.

 

Esistono motivazioni diverse all’accumulo di stress che viene a manifestarsi in aspetti particolari della nostra vita:

 

Fisico: grado di performance delle attività giornaliere con un buon livello di salute.

Sociale: nasce dall’attitudine alla comunicazione interpersonale.

Emozionale: significa mostrare un equilibrio nelle emozioni.

Intellettuale: nell’attitudine alla scelta e nella consapevolezza delle conseguenze.

Mentale: riuscire a lavorare per perseguire obiettivi personali definiti.

Spirituale: avere e vivere valori e credenze.

 

Le aziende chiedono strumenti operativi pratici e teorici per consentire ai quadri responsabili della popolazione in oggetto per governare distonie organizzative legate ad una caduta del benessere in azienda. Un progetto di questo tipo deve necessariamente essere elaborato con la partecipazione di personale scientifico, affinché si costruisca un percorso formativo flessibile e di facile applicazione ad una realtà aziendale. Questa è la ricostruzione di una ecologia interna all’azienda, una sorta di acquario tropicale. Chi ne ha avuto e gestito uno, conosce quanto sia delicato l’equilibrio tra i suoi abitanti e come sia influente qualunque variazioni climatica, abitativa e anche nelle risorse immesse.

Partendo dall’analisi dell’ambiente di lavoro come se fosse un delicatissimo acquario, ma tenendo in considerazione gli elementi che investono la soddisfazione individuale, si costruisce un messaggio idoneo a raggiungere con successo diverse tipologie di utenti. Fermo restando che la percezione dello stress è ritenuta in maniera diffusa, largamente soggettiva, crediamo che una comunicazione assolutamente non accademica, possa  avvicinarci alla realtà di chi divide il proprio spazio vitale tra famiglia e lavoro: cosa vorrebbe sentirsi dire una persona sulla gestione dello stress e soprattutto da chi.

Particolare attenzione va data ai bisogni della donna che sembra soggetta ad una pressione supplementare in quanto elemento determinante nell’organizzazione della famiglia. Notiamo anche manifestazioni di stress negativo (distress) per i single e diversamente negativo per coloro che conducono una vita di coppia.

E’ importante sottolineare che non esistono lavori che si possono definire in assoluto, maggiormente stressanti, piuttosto esiste una risposta diversa a responsabilità, comunicazione ed esercizio della leadership.  Da questa analisi emerge la necessità d’insegnare a valutare l’accumulo di stress, imparare a riconoscere stati d’animo negativi procurati ed utilizzare strumenti pratici per alleviarne la dimensione patologica. Un suggerimento pratico è quello di creare in azienda un’area di ricarica, una specie di stazione di servizio dell’emotività. Dovrebbe essere un'oasi di tranquillità, che tutti vorremmo avere a disposizione per poter trovare, dieci minuti di vero relax rigeneratore che permetta poi di affrontare tutti gli impegni con energia rinnovata, determinazione e lucidità. Il tempo dell’ozio creativo dovrebbe essere garantito nei limiti del rispetto delle procedure e delle attività che non è possibile interrompere. Il percorso individuale è quello che richiede alle persone di saper fare, sapere essere e quindi sapere benessere, stimolando anche un maggior rispetto per questa corpo che ci trasporta lungo il cammino della vita.

Leonardo Frontani

edu@leonardofrontani.com

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sonia.russo.formazione@gmail.com

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