Crisi EUTELIA : Serve soluzione condivisa Enti, Stato e Banche per salvare l'IT Italiana

14/gen/2009 08.23.30 Lavoratori Getronics Contatta l'autore

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Eutelia, Dindalini: “per superare crisi serve soluzione alla Telecom con ‘nocciolo duro’...
 
Eutelia, Dindalini: “per superare crisi serve soluzione alla Telecom con ‘nocciolo duro’......

 “Evitare il rischio di chiusura per Eutelia con un ruolo dello Stato e dei soggetti pubblici locali e regionali, per creare un ‘nocciolo duro’ degli azionisti, tramutando i debiti che la società aretina ha verso le banche in quote di proprietà, per attivare una nuova gestione. Si tratta di ripetere l’operazione, con le particolarità del caso, avvenuta per il passaggio di Telecom Italia all’attuale compagine societaria. Anche in questo caso è necessario individuare almeno un partner industriale, non importa se italiano od estero, con competenze specifiche nel settore delle telecomunicazioni”.

Questa è la proposta di Gilberto Dindalini, candidato PD per le primarie alle presidenza della Provincia di Arezzo, rivolta a sindacati, parlamentari e forze di governo nazionale e territoriali, per non mettere a rischio per insolvenza i 2.400 posti di lavoro di Eutelia in tutta Italia.

“Eutelia è l’ennesima dimostrazione dell’urgenza di avere misure efficienti anticrisi da parte dello Stato, dove –ha sottolineato Dindalini- banche ed imprese lavorino gomito a gomito per razionalizzare e ricreare i fattori di efficienza necessari alla competizione internazionale. Se, in questo caso, le banche hanno concesso con superficialità crediti per finanziare la troppo rapida acquisizione di aziende informatiche e delle Tlc da parte della proprietà aretina, adesso non devono essere i lavoratori a pagarne le conseguenze”.

“Il tempo stringe e quindi anche lo Stato e gli altri Enti pubblici aretini e toscani devono intervenire direttamente per il salvataggio di Eutelia –ha detto il candidato del PD-, promuovendo il passaggio della proprietà ed investendo risorse. Non si può né perdere un pezzo di patrimonio nazionale ad alta tecnologia, né lasciare senza garanzie i risparmiatori che hanno acquisito azioni Eutelia”.

I dubbi, oggi, sono tanti sulla storia di una società quotata in borsa e nata subito dopo dopo la bolla speculativa internet, attraverso un corposo piano di acquisizioni di imprese (o settori di multinazionali)  molte delle quali già in crisi.

L’elenco degli acquisti è lungo: EdisonTel, Noicom, NTS-Freedomland, C3 Europe, Alpha Telecom, Getronics (ex Olivetti), Bull e la Enterprise Digital Architects poi revocato dal curatore fallimentare di EDA.

“Nell’agosto 2008 Eutelia, con un capitale sociale di circa 34 milioni di euro, ha comunicato una perdita economica nel primo semestre pari a circa 89 milioni di euro, al 90% di natura finanziaria e di imposte. La perdita è salita a circa 113 milioni di euro a fine settembre. C’è il rischio –ha concluso Dindalini- di portare i libri in tribunale. Mi sembra che con senso di responsabilità sindacati e lavoratori siano disposti a sacrifici pur di salvare l’azienda, ma questa proprietà deve essere sostituita e serve un ‘nocciolo duro’ di nuovi azionisti per fare pulizia nel settore finanziario e rilanciare i settori di businnes remunerativi”.


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