EUTELIA>> La Regione Toscana interviene con una task force per misure nuove...e le altre Regioni?

17/gen/2009 13.18.43 Lavoratori Getronics Contatta l'autore

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Andrea Des Dorides, appena nominato alla direzione dell´organismo, spiega come opererà

Da Eutelia a Gkn lo spettro della crisi "Dalla task force arriveranno misure nuove"

Fuso (Cgil): "È la sommatoria di un caso dopo l´altro che crea preoccupazione" . In forte difficoltà la meccanica "Anche le grandi aziende vivono alla giornata"


Il 2008 si è chiuso male per l´economia italiana, toscana in generale e fiorentina, spiegano sia il segretario regionale che provinciale della Cgil, Alessio Gramolati e Mauro Fuso. Se tra Firenze e Calenzano a inizio anno sono scoppiate le tre vertenze Meridiana, Rati e Per sempre arredamenti, nel resto della regione non si sta bene. Nelle grandi aziende, dove Natale aveva significato cassa integrazione per tre o quattro settimane, i dipendenti sono tornati a lavorare, ma spesso non si sa quanto ci resteranno e se dovranno ancora affrontare periodi a casa. In particolare, spiega Fuso, nelle aziende legate al ciclo sempre più disastrato dell´auto, come la Gkn a Firenze o la Pirelli nel Valdarno. Mentre nell´indotto molte piccolissime aziende non ce l´hanno fatta a resistere al periodo di stop della produzione durante la cassa. Nubi pesanti si addensano sull´Eutelia, l´azienda di telecomunicazioni che ha 2.300 dipendenti in Italia e 850 in Toscana, dove la sede principale è a Arezzo, e che ha in ponte un probabile pesante ridimensionamento. «Condividiamo le preoccupazioni del sindacato e ci impegneremo per la salvaguardia dei posti di lavoro all´Eutelia» ha detto ieri l´assessore regionale al lavoro Simoncini dopo essersi incontrato con i sindacati. Soprattutto nelle provincie di Pistoia, Lucca e Pisa molte piccole aziende che finora erano ricorse alla cassa integrazione ordinaria, cresciuta a livello nazionale del 525%, stanno ormai pensando a licenziare chiedendo la mobilità.
Mercoledì si riunirà per la prima volta la task force speciale che la Regione ha appena costituito per affrontare l´emergenza. La presiederà il presidente Martini, riunirà tutti gli assessorati che si occupano di economia. Dice il direttore appena nominato, Andrea Des Dorides: «Mi occuperò di coordinare tra una quantità di soggetti il monitoraggio della situazione e le decisioni politiche di politica economica che verranno prese. Questa, d´altra parte non è una ciclica crisi congiunturale di settore come ne abbiamo viste tante e da cui poi il sistema esce rimanendo lo stesso. E´ una crisi strutturale che chiede misure nuove e diverse e che coinvolgano dalle istituzioni, ai sindacati, alla Confindustria, l´università, gli istituti di credito, la formazione, le misure per la riconversione». La task force, prevede Des Dorides, dovrà affrontare «il mondo che cambia profondamente» con mezzi del tutto nuovi che prevedano soprattutto il dopo perché «la vera corsa inizierà quando la crisi finisce».
Non consola, sottolinea Fuso, se alcune crisi riguardano aziende piccole, una quindicina di dipendenti come a Calenzano o alla Rati, per esempio. «E´ la sommatoria di un caso dopo l´altro che preoccupa», dice spiegando anche che il problema in questo inizio 2009 è l´incertezza che provoca «l´instabilità». Fuso sostiene che «neanche le grandi aziende sono ormai capaci di far conoscere le loro previsioni oltre il brevissimo termine, si va alla giornata, non si sa assolutamente cosa succederà». Gramolati aggiunge che «la grande campagna sui saldi ha ultimamente spostato l´attenzione dalla crisi, come se le persone che comprano fossero la prova che tutto va bene». Invece va male e bisogna fare presto e bene a intervenire. «Bankitalia prevede che nel 2010 andrà meglio - spiega Fuso - Ma un anno è lungo e può succedere l´irreparabile. C´è una assoluta priorità: come salvare le imprese e i posti di lavoro. C´è da fare per tutti. Le imprese hanno bisogno del credito per investire. I lavoratori in cassa integrazione o mobilità hanno bisogno di sostegno al reddito. Il governo deve pensare agli ammortizzatori non solo a parole, ma anche gli enti locali possono fare in questo senso qualcosa perché le professionalità sono nostre e dobbiamo conservarle noi».

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