Azionisti Alitalia: per scelta e per imposizione

17/gen/2009 17.20.11 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Azionisti Alitalia: per scelta e per imposizione

 

 

Che fine fanno le azioni dei dipendenti Alitalia?

 

Vogliamo ricordare che i lavoratori ricevettero questi titoli dall’azienda a titolo di gratificazione (compenso) per il lavoro svolto e per i sacrifici derivanti dai precedenti magri contratti di lavoro.

Vogliamo distinguere, con chiarezza e fermezza, che tale tipologia di azionisti non va in alcun modo associata a quella dell’azionista tradizionale che, pur legittimamente e rispettabilmente, investe e specula in borsa.

VC                 

DaciaForceOne@gmail.com

 

 

Il minestrone “Alitalia”

 

Fonte: http://www.moheta.it/

Pubblicato il 28 marzo 2008

 

L’AFFARE DEI DUE MILLENNI 
Il 19 giugno 1996 fu siglato da CGIL CISL UIL UGL sindacati professionali di piloti e assistenti di volo, ANPAC E ANPAV, un accordo con l’Alitalia.
L’accordo rappresentava l’atto di condivisione da parte dei sindacati del piano di risanamento che avrebbe dovuto tirare fuori l’Alitalia dalla crisi economica e gestionale in cui versava da anni.

Alitalia ricevette dallo stato 3000 miliardi di lire di cui 520 miliardi di lire ( il 20% del capitale sociale di Alitalia)  furono utilizzati per attribuire gratuitamente azioni ai dipendenti quale compenso per i sacrifici salariali, normativi e i tagli occupazionali sostenuti dai lavoratori.
Le azioni dal valore nominale  di lire 1.000 avevano un vincolo per cui non erano  vendibili per tre anni.
EFFETTO
Le azioni regalate ai dipendenti Alitalia  nel giro di pochi mesi aumentarono di valore fino a raggiungere il record di lire 7.400 l’una. A questo punto è entrato  in gioco l’interesse speculativo sostenuto  dalle convenzioni stipulate con le banche che consentivano ai dipendenti azionisti  di accedere a prestiti o fidi dati in cambio delle garanzie fornite dal deposito azionario .
IL MECCANISMO
Un dipendente Alitalia che aveva avute regalate 50.000 azioni dal valore nominale di 1.000 lire aveva un controvalore di oltre 7 volte  ,quindi superiore a 350.000.000 di lire ma disdetta non poteva realizzare perchè c’era il vincolo di non vendibilità per tre anni. Poteva tuttavia  con un finanziamento marginale circa 35.000.000 di lire acquistare  un prodotto sottostante al titolo Alitalia e assicurarsi l’intero e reale valore di quel momento.Il gioco era fatto: ora bastava aspettare la scadenza e vendere nello stesso momento le azioni avute in regalo da Alitalia e il prodotto sottostante acquistato dando a garanzia le stesse azioni avute in regalo!!!! A  operazione conclusa, detratti i pochi interessi sul prestito, le commissioni bancarie e le tasse sul guadagno in tasca rimanevano oltre 300.000.000 di lire !
Questo meccanismo in pochi l’hanno attuato  causa l’ignoranza in materia :ma in quanti e chi da questa ignoranza era esente?
LA CONSEGUENZA

Il titolo Alitalia, infatti, al momento dello sblocco delle azioni dopo il 19 giugno 2001 crollò fino a raggiungere la quota di circa lire 1.400 ciascuna!
Il crollo diede invece origine a gravissimi problemi a chi accese un prestito o un mutuo ( per comprarsi una casa,ad esempio) perchè questo si rivelò  superiore a quello che alla scadenza si riuscì a capitalizzare dalla vendita  delle azioni, sebbene fossero state regalate!

Jessica Moh

 

 

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