Sviluppare la creatività nel proprio gruppo di lavoro: una proposta firmata TWT

Sviluppare la creatività nel proprio gruppo di lavoro: una proposta firmata TWT In mancanza di prove scientifiche rilevanti possiamo dire il che percorso culturale che ciascuno di noi affronta nella vita, contribuisce a sviluppare più o meno la creatività, mentre la genialità non sembra ancora identificabile dal punto di vista genetico.

21/gen/2009 13.10.26 Sonia Russo Contatta l'autore

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In mancanza di prove scientifiche rilevanti possiamo dire il che percorso culturale che ciascuno di noi affronta nella vita, contribuisce a sviluppare più o meno la creatività, mentre la genialità non sembra ancora identificabile dal punto di vista genetico. Certo, dove in una famiglia c’è un artista, spesso ne appare un altro. Ma attenzione, senza offesa per i notai, Leonardo da Vinci nasce figlio, nipote e pronipote di notai che in genere come professionisti, faticano a rendere “creativo” il loro lavoro.

In Italia si parla molto di creatività. Sembra che per qualche oscura ragione geografica e climatica, il nostro popolo di mediterranea stirpe, sia portato ad essere eccezionalmente creativo. A me sembra un luogo comune. Creatività è anche innovazione e sinceramente non mi sembra che l’Italia sia un esempio di questa nel campo del sociale, nella produzione industriale, nelle relazioni.
Facciamo leva sugli splendori del Rinascimento rivendicando una qualche affinità con quello spirito cinquecentesco, ma siamo un pochino troppo chiusi davanti all’innovazione.

Creatività è a mio giudizio, innanzitutto rivoluzione. Non avere paura di cambiare, anzi considerare il cambiamento uno stimolo ed una necessità. Negli Stati Uniti esistono corsi Universitari sulla creatività per insegnare alle persone a sviluppare idee embrionali, evidentemente imparando a credere in sé stessi e nello stesso tempo a condividere positivamente la propria genialità con altri. Lo scopo è trovare nuove e migliori soluzioni: “ideas sharing” o condivisione d’idee secondo l’assunto che le migliori appartengono a tutti e solo attraverso il loro scambio si possono raggiungere risultati clamorosi.

Una forma produttiva di creatività quindi, è quella di lavorare in gruppo con lo strumento del brain storming, che consente a tutti di esprimere il proprio parere senza essere giudicati. L’idea di base è che due menti che pensano insieme aumentano la loro produttività in maniera sinergica. Abbiamo anche una formula matematica secondo un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista Science: dopo avere esaminato più di 2000 testi letterari, musicali, scientifici, si è compreso che esiste un numero ideale di “pensatori” definito in 7 i quali devono avere ovviamente diversità di esperienze e possibilmente estraneità tra loro. Il gruppo deve essere abbastanza grande da dividere il lavoro, ma sufficientemente piccolo per non richiedere eccessivi sforzi di coordinamento.
Inoltre un gruppo creativo di successo, tende a perdere consistenza quando raggiunge un certo livello di confidenza. Sembra che l’amicizia limiti le capacità creative di un gruppo e che siano i conflitti a stimolare maggiormente la creatività.  

Chiudo raccomandando esercizio, voglia di sperimentare e interesse nel gioco, cioè immaginazione. Sono i giochi che sviluppano nei bambini la creatività: trasformare un bastone in uno scettro, un fucile spaziale, un cannocchiale. Magari gli adulti sapessero accontentarsi di queste suggestioni.


Leonardo Frontani
www.twt-team.it
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