Comunicazione interattiva e cambiamento: Sonia Russo rilegge un intervento formativo di TWT

O meglio di che si sta parlando se non si tiene conto del contesto in cui avviene?

27/gen/2009 20.24.57 Sonia Russo Contatta l'autore

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Si parla sempre più spesso della comunicazione d’impresa, ad esempio dell’importanza della comunicazione interpersonale in azienda, della comunicazione “spontanea” tra le persone che vi lavorano. Ma cos’è la comunicazione interpersonale in un’azienda? O meglio di che si sta parlando se non si tiene conto del contesto in cui avviene? E inoltre si può aggiungere che in un’organizzazione aziendale la comunicazione non è interpersonale ma è quella che ha a che fare con ruoli, funzioni, appartenenze, modelli culturali e sistemi di valori, regole del gioco esplicite e implicite; e il tutto va calato entro la dimensione storica specifica dell’organizzazione (Carli R., Paniccia R.M., Psicologia della formazione, Il Mulino 1999).
Il termine comunicare deriva dal latino communicare che ha il significato di “condividere, mettere in comune”. Ancora, la parola latina communicare  è un derivato di communem (cum + munis = incarico con) che ha il senso di “espletare un incarico con altri”.
Si può notare come nel significato etimologico della parola comunicare sia insita l’idea di mettere in comune qualcosa, di condividere qualcosa in un processo (lavorativo!) che porterà a un prodotto. Si comunica per produrre, per “espletare un incarico”. Questo significato è, quindi, molto utile quando si parla di comunicazione d’impresa.
In un contesto in continuo cambiamento, dove la tempestività di risposta a un contesto che cambia è un fattore di competitività aziendale, la comunicazione all’interno dell’organizzazione è uno strumento che può produrre sviluppo in funzione della comprensione del cambiamento stesso.
In una processo di cambiamento organizzativo è molto importante  una conoscenza dell’altro (di chi è coinvolto nel cambiamento), una condivisione di regole e problematiche relative al cambiamento stesso. Quando l’organizzazione fonda il proprio funzionamento sulla comunicazione interattiva, allora il cambiamento diviene integrato con l’organizzazione stessa, della quale promuove lo sviluppo; in questo caso chi è coinvolto nel cambiamento è maggiormente competente nell’utilizzarlo. Quando l’organizzazione è fondata sulla gerarchia e sul controllo degli adempimenti; quando l’organizzazione funziona con la comunicazione a una via, dall’alto in basso, di informazioni aventi il valore di normative da seguire; quando l’obiettivo organizzativo è il presidio degli adempimenti dei dipendenti, allora l’innovazione viene vista come inutile o, peggio, come una minaccia alla stabilità dello status quo organizzativo. In questo caso si ha minore competenza  nell’uso del cambiamento (Carli R., Paniccia R.M., Psicologia della formazione, Il Mulino 1999).
Per un’ accettazione competente del cambiamento l’organizzazione necessita di una cultura basata sulla conoscenza e sulla sua condivisione. Essere parte attiva del cambiamento permette di gestire le resistenze al cambiamento stesso: esso è vissuto non come un “mettersi in discussione” ma come un “mettersi in gioco”.

TWT  in alcuni dei suoi interventi formativi con  le organizzazioni aziendali, propone riflessioni di questo tipo.
 In un lavoro con una società di assicurazioni che chiede cambiamento organizzativo in funzione di una maggiore qualità produttiva nei confronti della domanda dei propri clienti, TWT ha avviato una riflessione su una comunicazione interna frammentata, dove spesso non si sa a cosa serve cosa, dove con affanno si va alla ricerca di informazioni, dove la gestione comunicativa di ogni area è diversa e rende difficile la comunicazione fra le varie aree, dove regna “l’implicito”.
La comprensione di tali dinamiche ha portato a interventi organizzativi orientati alla condivisione di regole esplicite sul funzionamento dei processi aziendali volti alla qualità produttiva.

Sonia Russo, psicologa e formatrice

Per informazioni

www.twt-team.it
sonia.russo.formazione@gmail.com
edu@leonardofrontani.com
 

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