La pubblicità intelligente che spia chi la guarda

La pubblicità intelligente che spia chi la guarda Ecco un piccolo assaggio di quello che ci riserverà il futuro del marketing: le statunitensi TruMedia Technologies e Studio IMC (due aziende di soluzioni tecnologiche e informatiche) hanno sviluppato una tecnologia che consente a dei normali tabelloni pubblicitari (ovviamente equipaggiati con sensori e telecamere appositi) di registrare una serie di informazioni sulle persone che stazionano di fronte a loro.

27/feb/2009 14.59.02 Blog Network Contatta l'autore

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Ecco un piccolo assaggio di quello che ci riserverà il futuro del marketing: le statunitensi TruMedia Technologies e Studio IMC (due aziende di soluzioni tecnologiche e informatiche) hanno sviluppato una tecnologia che consente a dei normali tabelloni pubblicitari (ovviamente equipaggiati con sensori e telecamere appositi) di registrare una serie di informazioni sulle persone che stazionano di fronte a loro. La tecnologia studiata utilizza una telecamera e un software per il riconoscimento facciale che promette di riuscire a determinare l’esatto sesso di una persona nell’85-90% dei casi. L’età invece, risultando molto più difficile da calcolare, viene determinata sulla base di macro-categorie standard (bambino, adolescente, adulto, anziano). Fra le altre informazioni utili che è possibile rilevare c’è anche il tempo di permanenza di fronte al cartellone, aspetto questo che permette di trarre indicazioni sul gradimento del messaggio da parte del lettore.

Di seguito un video (in inglese) che illustra il funzionamento della tecnologia.

Ovviamente una simile soluzione pone non pochi problemi di privacy, tanto più se si considera che nella maggior parte dei casi gli “osservati” non sanno di esserlo (il cartellone potrà anche recare un messaggio di avviso, ma non è affatto detto che il lettore, preso dal messaggio pubblicitario, sia in grado di leggerlo…). Gli inventori, dal canto loro, sostengono che i dati raccolti verranno conservati solo per il tempo necessario all’elaborazione di dati aggregati.

Vedendola in positivo invece, questa possibile evoluzione della pubblicità ci proietta in un mondo futuribile in cui cartelloni pubblicitari elettronici cambiano il proprio annuncio in base alla persona che si trova di fronte: un incubo da “grande fratello” o il sogno di ogni consumatore?

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