Rockwool sfida il freddo polare

20/apr/2009 09.48.51 Sound PR Contatta l'autore

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La primavera è sbocciata, ma non in Antartide. Rockwool sfida il freddo polare

 

I ricercatori polari della nuova stazione di ricerca scientifica Neumayer III si tengono al caldo grazie alla lana di roccia.

I pannelli Rockwool sono stati scelti per assicurare un clima confortevole in tutti i locali della stazione

 

 

 

Milano, 20 aprile 2009 – Il freddo polare dell’Antartide non fa paura a Rockwool, produttore mondiale di lana di roccia, che ha infatti collaborato con il governo tedesco per l’impiego dei propri pannelli per l’isolamento termico all’interno della nuova stazione di ricerca scientifica Neumayer III, recentemente inaugurata e attualmente operativa.

 

La notte antartica inizia il 21 marzo e culmina il 23 settembre allorché il sole riappare all'orizzonte. Il clima dell'Antartide è glaciale, con temperature medie annuali nelle zone interne tra i -50°C e -60°C. Le precipitazioni, scarsissime, sono sempre nevose. I venti spirano, quasi quotidianamente, violentissimi e freddi.

 

Grazie ai pannelli Rockwool, tuttavia, i ricercatori impiegati all’interno della Neumayer III  potranno svolgere le proprie mansioni operative in un clima confortevole e in un ambiente accogliente che farà loro dimenticare la lunga notte polare!

 

Commentando il contributo di Rockwool al progetto, Hans-Walter Gras, Finance Director di Rockwool Germania, ha affermato: “La stazione giocherà un ruolo chiave nella ricerca internazionale e Rockwool ha preso parte all’iniziativa in quanto la mission del Gruppo è da sempre orientata alla salvaguardia dell’ambiente. Per quanto ci riguarda, siamo certamente orgogliosi che per questa missione siano stati scelti i nostri pannelli in lana di roccia. Un isolamento efficace permette infatti di creare un buon ambiente di lavoro per i ricercatori e rende le condizioni di vita più confortevoli. Ma soprattutto gioca un ruolo fondamentale per fronteggiare il clima estremo tipico del luogo”.

 

La nuova stazione di ricerca è gestita basandosi sull’esperienza dell’Alfred Wegener Institut for Polar and Marine Research (AWI), che coordina la ricerca polare tedesca. Secondo l’Istituto la stazione garantisce le condizioni ideali per vivere e lavorare in Antartide. Si basa su tecnologie all’avanguardia, mai utilizzate in precedenza. Un esempio è il sistema di sostegni idraulici, che permette alla stazione di rimanere costantemente al di sopra della superficie della neve. Questo sistema si è reso necessario a causa del surriscaldamento globale, che ha portato il ghiaccio a sciogliersi occasionalmente durante le miti estati antartiche. Come risultato di questo processo la stazione di ricerca precedente, la Neumayer II, è effettivamente sprofondata sotto il ghiaccio e la neve.

 

Come si svolge concretamente la vita all’interno della Neumayer III

La Neumayer III è lunga 68 m, è alta oltre 29 m e si distingue per la piattaforma posta 6 m sopra la superficie del ghiaccio, sostenuta da 16 sostegni idraulici. I ricercatori hanno a disposizione 12 locali adibiti a laboratori scientifici (per una superficie totale pari a 210 m²) e 15 locali per soggiornare, oltre a una cucina e a una sauna.

Nella stagione estiva, cioè da novembre a febbraio, all’interno della stazione si troveranno circa 40 persone. Questo numero si ridurrà drasticamente nei mesi invernali, durante i quali l’attività di ricerca verrà portata avanti solamente da 9 “coraggiosi” pronti ad affrontare il rigido freddo antartico. A condividere il lungo inverno, in cui per nove settimane il sole non appare mai all’orizzonte, saranno un medico, in qualità di direttore della stazione, un meteorologo, un chimico atmosferico, due geofisici, un ingegnere, un elettricista e un radio operatore. Non può mancare ovviamente un cuoco, anche se la dieta si baserà esclusivamente su prodotti surgelati.

Ma il freddo non sarà l’unica difficoltà: per nove mesi all’anno infatti la stazione sarà completamente isolata e collegata al mondo esterno solo via radio o e-mail. Tre macchine diesel e un gruppo elettrogeno di emergenza si occuperanno di assicurare l’adeguato fabbisogno di energia necessaria per tutto il corso della lunga notte polare.

La passione per le sfide e la determinazione di tutti questi ricercatori faranno sì che la stazione, la cui attività dovrebbe durare per circa 30 anni, possa diventare un importante osservatorio scientifico di geofisica, meteorologia e chimica atmosferica e base per le spedizioni estive. I ricercatori, dotati di un impianto di misurazione a ultrasuoni, sorveglieranno inoltre che venga rispettato il divieto di test con armi nucleari.

 

IMMAGINI SCARICABILI DA:  http://www.awi.de/en/infrastructure/stations/neumayer_station_iii/photos/

 

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Il Gruppo Rockwool, fondato nel 1937, è il più grande produttore mondiale di lana di roccia, materiale eco-compatibile utilizzato per l’isolamento termo-acustico e la protezione incendio.

Con sede centrale in Danimarca (vicino a Copenhagen), conta ad oggi circa 8.000 dipendenti in oltre 30 Paesi e stabilimenti produttivi dislocati tra Europa, Nord America e Asia.

Il Gruppo, presente in Italia nel mercato dell’isolamento termico e acustico dal 1988, conta nel nostro Paese 131 dipendenti e un fatturato di oltre 46,6 milioni di Euro.

La mission del gruppo consiste nel fornire soluzioni esclusive e convenienti ai propri clienti, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in oltre 70 anni di attività, per aiutarli a migliorare l’efficienza energetica, la sicurezza antincendio, l’acustica e il clima interno degli edifici.

www.rockwool.it

 

 

 

 

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