L’Outdoor training curato da Leonardo Frontani: il piacere della scoperta

02/mag/2009 11.29.44 Neide Loconte Contatta l'autore

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L’aspetto più emozionante della formazione outdoor è la scoperta. Durante  le attività ogni partecipante non solo può scoprire lati di sé che ignorava prima di allora, ma può anche scorgere nei suoi compagni/colleghi aspetti mai emersi prima, aspetti nascosti da quelli che sono i ruoli rigidamente assunti all’interno dell’azienda.  Ebbene, nel gioco i partecipanti abbandonano temporaneamente le loro “maschere” per tornare ad essere se stessi: alla luce di ciò l’outdoor può essere considerato uno stato emotivo di liberazione e ciò a favore di nuove forme, più autentiche, di comunicazione .

Nei programmi outdoor giocare significa precisamente cimentarsi in attività insolite e in questo sussiste il vero e proprio piacere della scoperta: nuove sfide inattese che invogliano alla partecipazione e che rendono trasparenti i processi di leadership. In tutto questo il compito del trainer resta marginale, il suo giudizio non verrà mai espresso né durante né alla fine di ogni attività, in quanto ci si auspica che ciascun partecipante, una volta colti gli stimoli, rifletta sull’esperienza vissuta e approfondisca da sé le tematiche sorte. Questo spiega come la metodologia esperenziale riponga fiducia nella capacità insita dell’uomo di auto-educarsi.

 

Neide Loconte

Addetta stampa e esperta in comunicazione

 

Per informazioni:

 

www.twt-team.it

neide.loconte.stampa@gmail.com

edu@leonardofrontani.com

L’aspetto più emozionante della formazione outdoor è la scoperta. Durante  le attività ogni partecipante non solo può scoprire lati di sé che ignorava prima di allora, ma può anche scorgere nei suoi compagni/colleghi aspetti mai emersi prima, aspetti nascosti da quelli che sono i ruoli rigidamente assunti all’interno dell’azienda.  Ebbene, nel gioco i partecipanti abbandonano temporaneamente le loro “maschere” per tornare ad essere se stessi: alla luce di ciò l’outdoor può essere considerato uno stato emotivo di liberazione e ciò a favore di nuove forme, più autentiche, di comunicazione .

 

Nei programmi outdoor giocare significa precisamente cimentarsi in attività insolite e in questo sussiste il vero e proprio piacere della scoperta: nuove sfide inattese che invogliano alla partecipazione e che rendono trasparenti i processi di leadership. In tutto questo il compito del trainer resta marginale, il suo giudizio non verrà mai espresso né durante né alla fine di ogni attività, in quanto ci si auspica che ciascun partecipante, una volta colti gli stimoli, rifletta sull’esperienza vissuta e approfondisca da sé le tematiche sorte. Questo spiega come la metodologia esperenziale riponga fiducia nella capacità insita dell’uomo di auto-educarsi.

 

Neide Loconte

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