GRUPPO NEXION, CORGHI SFODERA GLI ARTIGLI

26/mag/2009 15.11.40 PRS INTERNATIONAL Srl Contatta l'autore

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gruppo NEXION, corghi SFODERA GLI ARTIGLI

La realtà leader in produzione di sistemi meccanici per equipaggiamento veicoli (fatturato: 113 milioni) lancia il Corghi Monster, ultima evoluzione dello smontagomme Artiglio per il quale è noto nel mondo, rafforzandosi in un mercato da 60 milioni di USD

 

Correggio (RE), 26 Maggio 2009

Il Gruppo Nexion conferma la sua leadership in produzione di sistemi meccanici per equipaggiamento veicoli (fatturato: 113 milioni; Ebitda: circa 2 milioni) con il lancio di una serie di novità e di modelli evoluti di alcune delle più note attrezzature targate Corghi, azienda del Gruppo. I maggiori successi si attendono dalla versione “Monster” del celebre “Artiglio”, il primo smontagomme per auto del mondo inventato da Corghi nel 1961, cui seguì il recente “Artiglio Master”, sistema completamente automatico che consente di operare senza l’utilizzo di alcuna leva. «Riteniamo che questa evoluzione di “Artiglio” – spiega l’ad Giulio Corghi – sia l’arma vincente per battere la crisi in corso ed espanderci ulteriormente in un mercato che globalmente vale 60 milioni di dollari».

 

Continua Corghi: «Il “Monster AGTT” rappresenta il modello di punta di una gamma di smontagomme per ruote fino a 2500 chili di peso e 1 metro e 60 centimetri di spessore. Corghi ideò lo smontagomme per grandi ruote nel 1973, e da allora ne ha continuamente migliorato le prestazioni. Oggi, forte della sua quarantennale esperienza, ha potuto realizzare questa macchina, strumento insostituibile per chi lavora su ruote molto impegnative». Per arrivare a questo risultato – salutato dagli addetti ai lavori dell’ultimo Autopromotec di Bologna come un nuovo standard per i professionisti degli pneumatici industriali – sono stati investiti 16 milioni di euro in ricerca e sviluppo.

 

Intanto è in corso di realizzazione il nuovo stabilimento da 60.000 metri quadri coperti di Prato di Correggio (RE), per il quale sono stati stanziati 15 milioni di euro. 20.000 metri quadri sono già stati ultimati nel rispetto dei più rigorosi standard per la salvaguardia dell’ambiente; secondo i piani aziendali, la nuova fabbrica entrerà a pieno regime a settembre. Precisa l’ad: «Si tratta di un impianto di lavorazione lamiere ad elevata automazione, dove per la prima volta Corghi realizzerà il “corpo” delle sue macchine, cioè la struttura metallica portante su cui si montano le parti tecnologiche. In questo modo potremo tenere sotto controllo l’intero processo produttivo, garantendo l’eccellenza non solo dal punto di vista delle tecnologie impiegate, ma anche da quello strutturale».

 

Il 65% della produzione del Gruppo Nexion è destinato all’estero. Tra i mercati storici di riferimento, l’Europa, il Nordamerica e tutti i mercati dove il settore automotive è più forte (Giappone, Corea, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda, etc.). Tra gli emergenti, che fanno registrare crescite annue tra il 5 e il 10%, Brasile, Russia, India e Cina. Per sostenere la leadership di Corghi negli USA, il 16 maggio il Gruppo ha aperto una nuova filiale a Hamilton (OH): grande quasi 4.000 metri quadri, ospita uffici, magazzini, uno showroom e aule didattiche. Giulio Corghi: «Ora abbiamo una risorsa strategica in più per comprendere meglio le esigenze di questo mercato e sviluppare prodotti e servizi sempre più mirati».

 

Il Gruppo Nexion, che affonda le sue radici in Corghi Elettromeccanica (creata nel 1954), comprende i marchi Corghi, Faip, Mondolfo Ferro, Hpa, Orlandini, Sice, Simpes, Tecnomotor e Teco. Oltre a quello in corso di costruzione, ha 6 siti tecnico-produttivi a Correggio (RE), Mondolfo (PU), Sassuolo (MO), Campogalliano (MO), Pieve Fosciana (LU), Shanghai (CINA), e 6 sedi commerciali. Gli addetti sono 876, di cui 45 all’estero. Nonostante la pesante flessione dei mercati di riferimento e le rilevanti spese sostenute per le necessarie iniziative anticrisi, il management guarda con serenità al futuro: «Il nostro Gruppo sta dimostrando di essere in grado di far valere comunque il proprio primato, e in possesso di un’immutata capacità innovativa. Per questo ci diciamo certi di riuscire a riassorbire l’impatto negativo prodotto dalla congiuntura sfavorevole».

 

 

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