MPS/AGILE/EUTELIA:Storia di una speculazione

30/set/2009 11.27.36 Lavoratori Getronics Contatta l'autore

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Eutelia. Storia di una speculazione
CartaQui Roma e Lazio
 

Dallo scorso giugno, 2000 lavoratori dell'azienda informatica Eutelia non prendono lo stipendio e rischiano il licenziamento a causa di una serie di operazioni speculative. Grazie a una serie di azioni, blocchi e scioperi, i lavoratori strappano un tavolo di trattativa alla nuova società, la Agile srl. E arrivano i primi risultati: all'inizio di ottobre, saranno pagate le spettanze di luglio.

La prima apparizione pubblica è stata sulla scalinata del Campidoglio, il 7 settembre scorso, quando un gruppo di circa cinquanta operai della Eutelia, società di informatica in dismissione di proprietà della famiglia Landi, occupa per una giornata la scalinata con striscioni e bandiere, per protestare contro tagli e licenziamenti. La storia di Eutelia è simile a quella di tante realtà industriali regionali condannate al ridimensionamento soltanto per ragioni speculative, al centro di un complicato gioco di scatole cinesi. La società, due anni fa, decide di acquisire le attività delle ex Olivetti-Getronics e Bull, dopo una gestione aziendale all’insegna del taglio dei costi e politiche industriali sbagliate, svuotamento professionale dei dipendenti e conseguente perdita di contratti. Nel giugno di quest’anno, la società cede a una sua controllata, Agile Srl, il settore delle tecnologie informatiche, in cui lavorano circa 2100 persone.
Nel giro di pochissimi giorni, il gruppo Omega rileva l’intero pacchetto azionario, annunciando formalmente di non voler ricorrere agli ammortizzatori sociali perché interessata allo “sviluppo di un nuovo piano industriale”. “Le cose non sono andate esattamente così”, racconta Enrico Giacobbe, 49 anni, tecnico informatico iscritto alla Fiom, che lavora nel settore da oltre venti anni. “A luglio – continua Enrico – siamo andati in ferie senza alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda. Da allora, però, non abbiamo ricevuto nessuno stipendio, compresi i rimborsi Irpef, e siamo senza i buoni pasto da dicembre scorso. Inoltre, non riceviamo i rimborsi del fondo integrativo sanitario e, per di più, abbiamo sacrificato parte del nostro stipendio accettando di lavorare per un anno con contratto di solidarietà”.
Dopo due settimane di consultazione permanente tra lavoratori e sindacati di categoria, si decide di promuovere una manifestazione nazionale per il 17 settembre. Oltre 500 lavoratori, giunti dalle varie sedi nazionali [Milano, Torino, Firenze, Napoli e Calabria] assediano il ministero dello sviluppo economico. L’iniziativa è un successo oltre le aspettative, spinge i lavoratori a lanciare una mobilitazione permanente in piazza Barberini e proclamare otto ore di sciopero e una manifestazione per il 22 settembre. I lavoratori decidono anche di promuovere un loro blog, per comunicare tutte le iniziative di protesta [http://www.eulav.net/]. Il pressing dei sindacati costringe governo e azienda a convocare un tavolo per la stessa data.
“La trattativa – spiega Enrico – si sviluppa su due punti: il pagamento degli arretrati e la presentazione del piano industriale annunciato tre mesi prima. Le parti trattano in stanze separate, con un sottosegretario che fa da spola tra sindacati e l’amministratore delegato di Agile”. Lo scoglio è rappresentato dalla volontà dell’azienda di non voler pagare gli stipendi ai mille lavoratori che nel frattempo hanno impugnato l’operazione di vendita della Eutelia. Alla fine, però, si trova una soluzione parziale. Agile si impegna ad erogare tutte le spettanze arretrate in due tranche: entro il 2 ottobre, gli stipendi del mese di luglio, ed entro la terza settimana di ottobre tutto il resto. Inoltre si decide un calendario di incontri sulle prospettive produttive ed occupazionali. Il primo di questi tavoli è previsto per il prossimo 7 ottobre.
“Si tratta di un esito insufficiente – conclude Enrico – Insieme ai lavoratori, il 23 settembre scorso, abbiamo deciso di continuare la lotta”. Il comunicato parla di “inaccettabile atteggiamento ricattatorio dell’azienda” e giudica “insufficiente l’operato del governo”. La proposta è secca: organizzare una nuova manifestazione nazionale entro ottobre a Siena presso la sede di MPS"


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