UN BUSINESS CHE VA COME UN TRENO

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UN BUSINESS CHE VA COME UN TRENO

Sale la richiesta di prodotti vernicianti a basso impatto ambientale. Il Gruppo Inver, leader europeo in questo settore (fatturato 2008: 140 mln, ebitda 12 mln), si accorda con Trenitalia per fornire vernici idrosolubili ai suoi nuovi ETR

 

Minerbio (BO), 6 Ottobre 2009

Anche in Italia come nel resto del mondo è in aumento la richiesta di vernici a basso impatto ambientale, e della nuova tendenza di mercato si avvantaggia Inver, il Gruppo bolognese leader europeo del settore (fatturato consolidato 2008: 140 milioni, ebitda 12 milioni), che conquista un’importante commessa da una realtà del calibro di Trenitalia. La Società delle Ferrovie dello Stato ha acquistato da Inver vernici idrosolubili per 230 carrozze del valore complessivo di oltre 200 milioni di euro, inaugurando così una collaborazione che per il Gruppo si profila assai promettente.

 

Spiega l’ad Giovanni Domenichini: «Da più di 40 anni puntiamo sulle gamme a basso impatto ambientale che oggi rappresentano quasi il 90% della nostra produzione, e in particolare sulle vernici idrosolubili e in polvere: un mercato, quest’ultimo, che in Europa ammonta a circa 400.000 tonnellate (saranno oltre 440.000 nel 2012) di cui noi deteniamo il 7%». Questo grazie anche all’acquisizione, a fine 2008, degli stabilimenti della multinazionale svedese Becker specializzati in vernici in polvere, situati in Francia, Regno Unito, Polonia e Italia (L’Aquila). Lo shopping è valso alla Inver il raddoppio del business in questo settore – con l’acquisizione automatica di clienti di prestigio come Eden Industries e Muskita Aluminium e la conquista del quarto posto assoluto in Europa.  «Il passo successivo sarà portare anche qui le idrosolubili – rivela Domenichini – per partire alla conquista dell’Europa».

 

Per quanto riguarda la commessa, Trenitalia ha affidato a Inver 11 Freccia Rossa ETR500  da 30 milioni di euro ciascuno e 13 complessi ALE, convogli “leggeri” a 2 o a 4 carrozze atti al trasporto locale, dopo che una disposizione interna ha ratificato l’abbandono del vecchio sistema di verniciatura con solventi per sposare senz’altro quella idrosolubile: un sistema che dunque verrà perseguito anche in futuro, con ulteriori positive ricadute per l’azienda bolognese. 6 degli 11 Freccia Rossa sono già stati verniciati con ciclo interamente idrosolubile, e il risultato in termini di abbattimento delle emissioni è stato così rilevante che Trenitalia ha dato l’ok per testare i prodotti Inver su un prototipo dell’ETR 485 Frecciargento, nell’ottica di un sempre più proficuo rapporto di collaborazione.

 

«Negli ultimi tempi diversi player nazionali si sono convertiti all’idrosolubile – commenta Domenichini –  ma il nostro patrimonio di competenze ed esperienza continua a fare la differenza. Inver è pronta a fare fronte alla crescente domanda con una produzione che allo stato attuale è di 25 milioni di chili annui, ma che raggiungerà i 35 milioni entro il triennio, generando per allora un turnover che supererà, secondo le nostre previsioni, i 150 milioni». Una tendenza in atto anche all’estero, da dove proviene il 50% del fatturato del Gruppo, che può vantare quattro sedi commerciali in Francia, Germania, Slovenia e Russia, e una rete distributiva che si estende in tutta Europa, fino a toccare le principali città del bacino del Mediterraneo.

 

Presente sul mercato da 75 anni, Inver ha 510 dipendenti, 210 dei quali attivi all’estero. Grazie all’accordo con maestranze e sindacati sul contratto di solidarietà, sono in corso le riassunzioni di 24 operai, finiti fuori organico a causa della congiuntura sfavorevole. Nel proprio laboratorio di Minerbio – struttura considerata all’avanguardia in Europa, in cui operano 80 ricercatori – realizza ogni tipo di prodotto verniciante per industria metalmeccanica, da quelli tradizionali a quelli più innovativi. Solo nell’ultimo triennio ha investito in iniziative di salvaguardia ambientale e di sicurezza operativa circa 13 milioni di euro; a fine 2009 saranno stati spesi 2 milioni in nuove tecnologie. I vertici del Gruppo contano di chiudere il 2009 arginando le perdite di fatturato a quota 20-22%, a fronte di un calo del mercato del 30-35%.

 

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