Aprire un baby parking, semplice e divertente

Aprire un baby parking, semplice e divertente L'apertura di un'attività che non richiede un eccessivo iter burocratico ed un investimento iniziale troppo sostenuto è quella di un baby parking.

13/nov/2009 16.14.34 Blog Network Contatta l'autore

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Baby parking

L’apertura di un’attività che non richiede un eccessivo iter burocratico ed un investimento iniziale troppo sostenuto è quella di un baby parking. Il baby parking differisce da un asilo nido perché fornisce solo un servizio per i genitori che occasionalmente devono assentarsi e non sanno a chi lasciare i loro bambini. Nei baby parking un bambino può essere ospitato al massimo per 6 ore al giorno e deve avere tra i 13 mesi ed i 6 anni. Inoltre, all’interno dei baby parking non vengono somministrati i pasti e quindi questi non dispongono di una mensa. Attualmente non esiste una normativa a livello nazionale che delinei le caratteristiche necessarie per aprire una struttura di questo tipo pertanto la regolamentazione è affidata alle normative regionali  Le uniche norme da rispettare sono quelle sanitarie e di sicurezza dettate dai regolamenti locali (che si possono chiedere all’Asl). Di fatto, l’unica regione italiana ad aver fatto una legge specifica per i baby parking è il Piemonte.

Autorizzazioni ed adempimenti burocratici

  • Iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio;
  • Apertura della partita IVA;
  • Conto fiscale;
  • Iscrizione all’INPS;
  • Iscrizione all’INAIL;
  • Valutazione del rischio L. 626/1994;
  • Assicurazione bambini;
  • Agibilità dei locali;
  • Rispetto normative igienico sanitarie e autorizzazione della ASL di competenza;
  • Autorizzazione per l’installazione delle insegne e dei cartelli segnaletici stradali;
  • Iscrizione alle associazioni di categoria (facoltativa).

Iniziare l’attività

La prima cosa da fare è cercare un posto idoneo, che rispetti le normative igienico sanitarie, posizionato in una zona di passaggio, possibilmente vicino a negozio o all’interno di centri commerciali. Fatto questo si deve chiedere il permesso all’Asl locale che richiede i libretti sanitari aggiornati ed i certificati delle vaccinazioni. L’investimento iniziale è stimato tra i 15mila ed i 25 mila euro, a seconda delle zone. Per chi avesse dei dubbi e volesse rivolgersi ad una struttura già avviata con un consolidato know how, esistono numerose proposte di franchising.

Requisiti

  • La struttura deve ospitare un minimo di 10 bambini ed un massimo di 25 e deve essere arredata a misura di bambino, quindi con un arredamento colorato e divertente. Nel locale devono essere presenti molti giocattoli, colori, l’angolo per la lettura e tanti oggetti pensati per il loro divertimento e per favorire una loro piacevole permanenza nel baby parking.
  • In alcune regioni è necessario che il responsabile abbia un titolo di studio specifico (diploma magistrale, laurea in scienze dell’educazione o specializzazione nell’assistenza all’infanzia) per svolgere un’attività di questo tipo.
  • Si deve calcolare un’operatrice ogni dieci bambini.

Consigli
Per essere competitivi bisogna risultare più convenienti rispetto ad una baby sitter. Al momento di decidere le tariffe è meglio conoscere prima quelle delle baby sitter della zona.
Se si hanno dei dubbi ci si può rivolgere agli assessorati alle Attività produttive della propria Regione e Provincia oppure alle agenzie ed alle associazioni che offrono consulenza gratuita

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