Caso EUTELIA>>AGILE: macché crisi, è "dark economy".

13/nov/2009 23.06.09 Lavoratori Getronics Contatta l'autore

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Il serio imprenditore qui raffigurato è Samuele Landi, ex AD di Eutelia, a cui ha reso l'ultimo grande servizio mettendosi a capo di un commando di guardie private per suonarle di santa ragione ai lavoratori che hanno osato occupare la sua ex azienda. Nottetempo, neanche fosse alla Diaz.
Landi ha poi dichiarato, riportato dalla stampa tutta, che all'Eutelia ci sono solo 4 ragazzini dai centri sociali e la faccenda dell'occupazione è tutta una finzione politica.
Così mi sono detta: andiamo a verificare 'sta finzione. Effettivamente mi sembrava strano fin dall'inizio, che degli attempati ingegneri si mettessero a tirar su bandiere rosse, ad accendere fuochi e a dormire tra le scrivanie. L'Eutelia è occupata dal 28 Ottobre, e i dipendenti (quasi tutti ingegneri, appunto) non prendono lo stipendio dal luglio scorso. 
Arrivare da loro è facilissimo: si trovano nella Tiburtina Valley, tra modernissimi palazzi in acciaio e vetro costruiti per il top delle nostre aziende di terziario avanzato. Faceva IT e TLC, l'Eutelia, come tante altre nella zona, e oggi si distingue per gli striscioni e le bandiere disseminati anche nelle vie circostanti, che come mollichine di pane ti guidano fino al cuore di questa strana storia.
Sono in tanti a presidiare, anche un giovedì pomeriggio qualunque. Sarà merito di Landi, che con la sua estrosa iniziativa ha attirato finalmente l'attenzione su di loro. L'accoglienza è amichevole, ed effettivamente vedere tutti quei lettini disposti tra scrivanie e computer fa piuttosto effetto. Il mio fotoreporter, che ha solo 10 anni, è rimasto talmente colpito che gli tremava la mano (trovate il tremolante servizio qui). Al centro dell'ufficio campeggia una lavagna, in cui è minuziosamente descritta la storia di Eutelia. Ciccio, un ingegnere siciliano, volentieri si presta a ripetere la spiegazione per i visitatori, in genere giornalisti e qualche politico.
La situazione non è semplice. Io ero lì per ascoltare la storia di un'azienda in crisi, e scopro che la crisi non c'entra nulla. L'Eutelia ha commesse, ha clienti, e continua a lavorare. I dipendenti continuano a fare assistenza ai clienti... a spese loro. Il compenso finisce invece, oggi, nelle tasche della misteriosa Omega, l'ultima a rilevare Eutelia -per appena 96.000 euro- dopo il passaggio attraverso la Agile. Misteriosa perché controllata da altrettanto ignoti gruppi inglesi che non hanno neppure un indirizzo certo (avete presente le storie di Report?), misteriosa perché continua a rilevare altri gruppi italiani probabilmente destinati al fallimento: oggi sono addirittura diecimila i lavoratori appesi al nulla in tutta Italia, mentre Omega continua ad acquisire. Nomen omen, direbbe qualcuno, non è stata chiamata Omega a caso.
Eutelia
Emiliano Varanini, avvocato e rappresentante dell'Italia dei Valori, ha cercato insieme a me di capirci qualcosa. "E' un caso di pura dark economy", ha concluso, lui che ha sicuramente maggiori strumenti di me per capire. Io ho presto gettato la spugna, non senza però aver compreso che è vero, in questa faccenda ci sono molte torte appetibili su cui qualcuno sta mettendo le mani. Crediti nei confronti di commesse pubbliche, ad esempio; tutti i TFR dei dipendenti; persino terreni ed immobili nell'area della famigerata Expo di Milano.
La crisi è una scusa, come in molti altri casi. Sui media passa la notizia di "un'azienda occupata, lavoratori licenziati", e per chi ascolta si tratta solo dell'ennesima vittima della recessione. Chissà quanti furbi approfittano di questa occasione, di questo bel mascheramento che consente ogni misfatto nell'indifferenza generale. Nell'indifferenza del governo, del Ministero delle Attività Produttive, di chi dovrebbe sorvegliare e invece consente giochi sporchi.
"Non ho più una vita privata", mi confessa l'ingegnere, "sono sempre qui, notte e giorno". Intanto si è fatta sera, qualcuno sposta i computer e sulle scrivanie gioca a carte, per ingannare il tempo. Fuori si accende il fuoco e si arrostiscono le caldarroste, offerte a politici, giornalisti e bambini al seguito. E' ora di andare, e dispiace salutare queste persone che combattono contro un mostro così tanto più grande di loro, e così ben protetto, mentre loro non hanno protezione neppure contro i blitz dei picchiatori.
Il piazzale è al freddo, illuminato dai lampioni, e io spero proprio che le luci che si sono accese sulla storia di Eutelia non si spengano.
 
 
 Di Debora Billi
 


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