La carta di credito fa male alla salute (alimentare)

La carta di credito fa male alla salute (alimentare) Quando si parla di cucina, ricette di pesce e verdure sono senza dubbio gli alimenti più indicati per un'alimentazione sana.

20/ott/2010 11.29.23 Sara Borsari Contatta l'autore

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Quando si parla di cucina, ricette di pesce e verdure sono senza dubbio gli alimenti più indicati per un’alimentazione sana. Bisognerebbe avere ben stampato in mente questo precetto, soprattutto quando si sfoglia il ricettario dedicato al mangiar sano oppure quando si cercano le ricette di cucina su un motore di ricerca. Ancora più indispensabile ovviamente è il momento in cui, al supermercato, si gira tra gi scaffali alla ricerca degli ingredienti base, tanto che ci sono una miriade di consigli mirati a suggerire come comportarsi quando si acquistano i prodotti alimentari.

Tra i suggerimenti più noti il più efficace (nonché chiaramente riscontrabile nell’esperienza di tutti i giorni) è quello che consiglia di andare a fare spesa con lo stomaco pieno, per evitare acquisti che vengano suggeriti soltanto dall’appetito avvertito al momento. Altrettanto indispensabile è osservare attentamente le etichette di ogni alimento e privilegiare frutta e verdura di stagione, comportandosi in maniera equa non solo nei confronti del proprio organismo, ma anche verso l’ambiente.

Di certo è nuova l’analisi che viene dagli Stati Uniti e che suggerisce di andare a far compere al supermercato muniti soltanto di contanti. Già, perché la carta di credito, in base agli esperimenti condotti da una équipe di ricercatori su un campione di mille americani e lungo un arco temporale di sei mesi, porterebbe il cliente ad acquistare più cibo spazzatura di quanto non ne comprerebbe effettuando il pagamento in contanti. Pagare con le tesserine di plastica unirebbe infatti due fattori deleteri su portafogli e salute: la facilità del pagamento con carta e l’impulsività legata per natura ai cibi poco salutari. Insomma, verrebbe meno quell’ultimo, esile fattore di freno costituito dal pagamento in contanti, psicologicamente più sentito di quello effettuato con carta di credito. O almeno questo è quel che sostengono gli autori del Journal of Consumer Research. 

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