Il multitasking in cucina

31/ott/2010 10.49.28 Sara Borsari Contatta l'autore

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Anche soltanto alcuni anni fa, una scena classica della vita familiare quotidiana era costituita dal risveglio di domenica mattina con la casa pervasa dall’odore del ragù che la mamma aveva iniziato a preparare di buon’ora. Una scena che forse per qualcuno è ancora attuale, ma che purtroppo la maggior parte delle volte si tramuta in una sequenza di immagini ben diversa, seppure altrettanto ricorrente. In base a quest’ultima, una signora di età variabile rientra in casa trafelata, si dirige al computer per digitare sul motore di ricerca “ricette in cucina” ed aspetta che in quella frazione di secondo una valida proposta possa plausibilmente suggerirle come salvare la cena della propria famiglia.

Solitamente un attimo prima di avvicinare le dita alla tastiera, la signora in questione ha aperto più o meno tutte le ante della cucina, prendendo in considerazione la materia prima, spezie incluse, sulla quale basare il misterioso pasto. Quindi si mette alla ricerca di “ricette a base di pesce”, “pizza fatta in casa” o “tortino cotto al microonde”, a seconda del tempo a disposizione (delle capacità culinarie, ovviamente, non si discute). La cottura è, a seconda del soggetto considerato, accompagnata dalla visione del telegiornale o di una trasmissione preserale a caso, mentre gli abiti del giorno vengono, ad ogni mescolata in padella, sostituiti da una comoda tutona casalinga. Quindi la cena viene servita nei piatti di carta su una tovaglia di plastica, accompagnata da bevande più o meno gassate servite in bicchieri rigorosamente di plastica, per risparmiar tempo dopo mangiato. Mentre la signora in questione si addormenta stringendo il detersivo in una mano e i guanti di lattice nell’altra.

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